E su Dall’Oglio resta il mistero
ROMA Con il rapimento dei quattro dipendenti della società Bonatti di Parma in Libia, salgono a cinque i connazionali attualmente sotto sequestro nel mondo. L'ultimo italiano a essere liberato, il 9 giugno scorso, è stato Ignazio Scaravilli, il medico catanese sequestrato in Libia a gennaio da un gruppo di criminali comuni e jihadisti legato alla galassia radicale di Ansar-al-Sharia. Dal luglio del 2013 non si hanno invece più notizie di padre Paolo Dall'Oglio, di cui si sono perse le tracce in Siria da allora. Sessant'anni, gesuita romano, per trent'anni e fino alla sua espulsione nell'estate del 2012, Dall'Oglio ha vissuto e lavorato nel suo Paese d'adozione in nome del dialogo islamo-cristiano. Regolarmente emergono notizie - mai confermate - sulla sua morte o prigionia. Le informazioni circolate negli ultimi mesi lo davano per detenuto in una delle prigioni dello Stato islamico a Raqqa. Ma anche questa circostanza non ha conferme. Ciclicamente fonti legate ai gruppi terroristici speculano sulla vicenda, comunicando che il sacerdote è vivo e si trova recluso, nelle mani di un gruppo di ribelli piuttosto che un altro. Fondatore della comunità monastica di San Mosè l'Abissino, Dall'Oglio è stato a lungo a capo della comunità di Mar Musa, a nord di Damasco. Nel crescendo di violenze, il monastero venne attaccato da milizie armate (il Mukhabarat di Assad, secondo gli oppositori; i fondamentalisti, secondo Damasco) e ilsacerdote cominciò a criticare il regime per la brutale repressione del suo popolo. Espulso nel 2012, tornò almeno una volta nei territori controllati dai ribelli nel nord, prima di sparire. Significativa è anche la serie di italiani rapiti nei Paesi del Maghreb dal 2011 a oggi. L'inviato del quotidiano La Stampa Domenico Quirico venne sequestrato nel 2011 in Libia, per due giorni, con i colleghi Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina, entrambi del Corriere della Sera, e Claudio Monici di Avvenire. In Algeria, nel 2011, i terroristi islamici sequestrarono la turista toscana Sandra Mariani e la cooperante sarda del Cisp Rossella Urru. Entrambe vennero liberate nel 2012, dopo 14 mesi di prigionia, la prima, e 9 la seconda. Nel 2014 in Libia sono stati rapiti due tecnici italiani, in due diversi episodi, il primo nella Tripolitania, il secondo nella Cirenaica: l'emiliano Marco Vallisa e il veneto Gianluca Salviato. Entrambi sono stati liberati dopo diversi mesi.