La bandiera di Cuba torna a Washington
NEW YORK La bandiera di Cuba torna a sventolare su Washington. Issata davanti all'imponente palazzina che nel 1917 fu costruita proprio per ospitare la rappresentanza diplomatica de L'Avana. Quell'ambasciata che fu chiusa nel 1961 e che oggi riapre trionfalmente i battenti. Inimmaginabile solo fino a pochi mesi fa. Ma Barack Obama e Raul Castro hanno rimesso in moto la storia dopo 54 anni di gelo tra i loro Paesi. E proprio nei libri di storia finirà la data del 20 luglio 2015, giorno in cui vengono ufficialmente ripristinate le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cuba, ponendo fine a un'era. Sono le ultime vestigia della guerra fredda che svaniscono, l'ultimo muro del ventesimo secolo che crolla. E la cerimonia organizzata nella Capitale statunitense non può che essere solenne. Mentre un'altra altrettanto pomposa sarà presto organizzata a L'Avana, quando a essere innalzata sarà la bandiera a stelle e strisce in quello che fino ad oggi è stato l'avamposto Usa nell'isola. Situata a nordest di Washington, l'ambasciata di Cuba tornerà al centro di un dialogo che per la Casa Bianca, ha come prossimo obiettivo la rimozione dell'embargo entro la fine della presidenza Obama. Alla cerimonia 500 invitati tra rappresentanti della comunità cubana negli Usa, membri del Congresso, imprenditori, leader religiosi, artisti. Il ministro degli esteri de L'Avana, Bruno Rodriguez, il primo capo della diplomazia cubana a mettere piede negli Usa dal 1959 vedrà il segretario americano, John Kerry. E assieme annunceranno al mondo intero che tra Usa e Cuba non esistono più barriere.