«Ciao Matteo, veglia su mamma e papà»

di Lorella Gualco wVIGEVANO "Ciao Matteo" era scritto sui palloncini colorati volati verso l'alto quando la bara bianca è uscita sul sagrato. Centinaia di sguardi gonfi di lacrime hanno accompagnato quel volo per poi riavvicinarsi allo strazio dei genitori del piccolo Matteo Maniscalco. Una lunga fila di persone ha seguito il cammino del feretro portato a spalle sulle scale della parrocchia Madonna Pellegrina, dove ieri mattina sono stati celebrati i funerali del bambino di 8 anni annegato martedì a Bereguardo, durante una gita sul Ticino in compagnia dei familiari. Oltre 400 persone si sono accalcate in chiesa e anche fuori, perchè tra le navate non c'era più posto per accogliere tutti coloro che erano venuti a manifestare il loro cordoglio. C'erano parenti, amici, conoscenti, il sindaco Andrea Sala, i volontari della Croce Verde, dove presta servizio anche Francesca, la mamma di Matteo. E le insegnanti, i catechisti, gli amici dell'oratorio della parrocchia di San Giuseppe e i compagni della scuola De Amicis, dove Matteo avrebbe dovuto iniziare a settembre la terza elementare. Poi c'erano i palloncini, i colori, la musica, tutta la gioia di vivere che Matteo ha lasciato nei ricordi di chi lo ha amato. Il difficile compito di trovare parole di speranza e conforto è stato affidato a don Renato Passoni, ora parroco di Mede, ma parroco della Madonna Pellegrina quando i genitori di Matteo, Andrea Maniscalco e Francesca Caruso, si sono sposati nel 2007. Ed era stato ancora don Renato a battezzare il piccolo Matteo. «Ora sei un angelo di Dio – ha detto il sacerdote rivolgendosi idealmente al bambino – da lassù continua ad amare mamma e papà e a seguirli. Stiamo vicini a questa famiglia: telefoniamo, andiamo a trovarli, facciamo sentire che ci siamo». Poi volgendo lo sguardo alla mamma di Matteo: «La Madonna ti capisce, perchè anche lei è madre. Ora tiene per mano e accompagna Matteo perchè lui ha ancora bisogno della mamma». Alla cerimonia religiosa hanno partecipato anche don Carlo Pasini e don Antonio Impalà, parroco della parrocchia di San Giuseppe, dove frequentava il catechismo Matteo, che abitava con i genitori in via Gorizia. Don Antonio ha invitato ancora a stare vicino alla famiglia per riempire il vuoto enorme lasciato dalla tragedia. Pochi sono riusciti a trattenere le lacrime quando i parenti hanno dato lettura dei pensieri con cui mamma e papà hanno voluto ribadire che Matteo sarà sempre presente negli occhi e nel cuore. Matteo, il bambino dolcissimo e vivace «che faceva i dispetti al gatto, che riempiva di mattoncini del Lego il divano, al punto che non c'era più spazio per sedersi», Matteo «che non se ne è andato, è ancora qui». Papà Andrea ha voluto parlare al suo «ometto»: «Dormi adesso, fai tanta nanna e veglia su di noi. Io ci sarò sempre». Il filo dell'amore che la morte non potrà spezzare come il filo dei palloncini che ciascuno dei presenti stringeva in mano all'uscita della bara. ©RIPRODUZIONE RISERVATA