Il grande romanzo del “Boss” Springsteen

PAVIA "Le canzoni di Bruce Springsteen sono come trame cinematografiche, costellate da tipologie di personaggi ricorrenti, colti e raccontati nei momenti decisivi della loro vita». A dirlo è Marta Comeglio, regista e drammaturga mortarese, che da questa convinzione ha tratto la sua personalissima opera teatrale "L'antologia di Bruce River. Il Romanzo Americano di Bruce Springsteen", in scena domani sera alle 21.15 in piazza della Vittoria, sul palco di Pavia d'estate (in caso di maltempo, Teatro Cesare Volta, piazzale Salvo d'Acquisto 2, quartiere Scala, ingresso libero). A dare corpo al romanzo epico che scaturisce dai testi del "Boss", saranno 12 attori della compagnia I Riso e Amaro, fondata dalla stessa Marta Comeglio nel 2008, che si presentano sulla scena sempre in coppia, perché solo in relazione con l'altro ogni personaggio acquista il suo senso. Ad accompagnare le loro vicende, una colonna sonora suonata dal vivo dal gruppo rock The Band of Hope and Dreams. «Bruce Springsteen è prima di tutto un narratore, uno storyteller – dice Marta Comeglio, diplomata alla Civica Scuola D'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, oggi in forza al Piccolo Teatro di Milano, dove ha anche assistito Luca Ronconi in un progetto di "Drammaturgia del quotidiano", con Franco Branciaroli e Gheorghe Iancu – Quello che sorprende è l'ordine con cui ha realizzato la sua immensa enciclopedia, in cui ogni nuovo disco inizia dove termina quello precedente, come capitoli di un romanzo. Il risultato è un'opera letteraria, oltre che musicale, che suggerisce il gioco del nostro titolo, che, citando una delle canzoni più poetiche di Springsteen, "The River", rimanda alla poesia dell'Antologia di Spoon River». L'idea com'è nata? «Ascoltando le canzoni di Springsteen e traducendole: è così che mi sono accorta di quanti personaggi popolano le sue ballate, raccontando l'amore, la disillusione e poi la rinascita. Il testo dello spettacolo è composto dalle traduzioni delle canzoni». La parte musicale che ruolo gioca? «Un ruolo fondamentale, perché è proprio dalla musica che prende avvio tutta la narrazione. Sul palco con gli attori c'è una band di 7 componenti diretta da Marco Fleba, e una cantante, che interpretano più di 25 brani di Bruce Springsteen. Non potevo selezionare più di tanto, volevo restituire la dimensione epica della produzione springsteeniana. Lo spettacolo infatti dura due ore». C'è un brano "simbolo" dello spettacolo? «The River, come dicevo, perché il fiume, è la metafora che accompagna il viaggio in questo immaginario e nella cultura americana che tutto comprende in sé, narrativa, poesia, canzoni. Abbiamo reso nostro questo immaginario, ricreandolo attraverso la musica e i testi, ma anche con video e fotografie della nostra terra, la Lomellina, nella quale abbiamo ambientato tematiche come l'inseguire i propri sogni, l'amore o la disillusione. Uomini, consumati, disillusi, ma mai vinti e sempre in grado di rialzarsi, che parlano del singolo, come di in un'interna nazione». Che progetti ha per questa produzione? «L'anno scorso ha debuttato a Mortara, poi a Vigevano con alcune repliche. Questa è la sesta volta che "L'antologia di Bruce River" va in scena e sta piacendo molto. Sono orgogliosa di essere in piazza a Pavia, domani sera, dopo di che mi piacerebbe farlo conoscere il più possibile in tutta la provincia». Marta Pizzocaro