Geodis, a rischio ottanta posti

La Città del Libro, realizzata nel 2010 da Ceva Logistics, ha comportato un investimento di 65 milioni di euro 8 mesi di realizzazione è destinata a movimentare a regime oltre 90 milioni di libri, la metà del consumo editoriale del nostro Paese. La sede è collocata in posizione centrale rispetto ai traffici logistici nazionali che si articolano lungo l'asse Nord-Sud ed Est-Ovest, l'uscita autostradale dalla A21 è a circa un chilometro. Il nuovo magazzino impiega circa 200 addetti per distribuire prodotti editoriali in 4.000 punti di consegna in tutta Italia. Il magazzino di Stradella è all'avanguardia anche dal punto di vista della sostenibilità: sarà operativo entro l'anno un impianto fotovoltaico di oltre 35.000 moduli, corrispondente ad un'area di circa 6.500 metri quadrati, che permette di produrre ogni anno 3.780 MWh, pari al consumo di 2.000 unità abitative, con un risparmio di circa 1,6 milioni di kg di emissioni di CO2.di Giovanni Scarpa wLANDRIANO Ottanta posti di lavoro appesi ad un filo alla Geodis, dopo la decisione delle grandi case editrici che da anni svolgono a Landriano la propria attività di movimentazione e deposito dei libri di trasferire tutto a Stradella. Un matrimonio di interessi fra giganti dell'editoria che potrebbe schiacciare nei suoi meccanismi quasi due terzi delle persone attualmente impiegate nel polo logistico di Landriano. È previsto, infatti, che su circa 150 lavoratori solo una ottantina potrebbero rimanere alla Geodis. La Filt Cgil è impegnata in queste ore in una delicatissima trattativa per cercare un accordo che non sacrifichi la maggior parte dei lavoratori. «Il punto è che la cooperativa di Stradella, la Premium Net, non ha nessun obbligo di riassorbire i lavoratori della General Logistic, cioè quelli che attualmente sono impiegati a Landriano» dice una fonte sindacale. E qui si gioca tutta la partita. La posta in gioco è altissima, e non solo per il vertiginoso giro economico in ballo. La provincia di Pavia, con Feltrinelli e Mondandori solo per citare i due nomi più illustri, è il punto nevralgico per la distribuzione e la movimentazione dei libri nel Nord Italia. Finora, inoltre, anche numerose altre case editrici, si appoggiano ai due poli logistici di Stradella e Landriano. In provincia arrivano anche quasi tutti i testi scolastici destinati agli studenti della parte settentrionale della Penisola. L'accordo di trasferire quasi tutta l'attività in Oltrepo, ridimensionerebbe in maniera drastica Landriano, cambiando radicalmente la fisionomia di questi ultimi anni nel campo della logistica editoriale. Per fortuna, un cambio di direzione di questa portata non è attuabile nel giro di poche settimane. E proprio su questo punta la Filt Cgil: avere più tempo a disposizione per portare avanti la trattative e cercare di portare a casa il più possibile. L'altro punto, ancora più importante, su cui si basa la strategia del sindacato, è la professionalità delle persone impiegate nella cooperativa di Landriano. Ma fra chi riduce l'attività e chi la implementa non c'è alcuno obbligo. E questo è il punto. Per questo in questi giorni La Filt Cgil è impegnata in una serrata trattativa avvolta per ora dal più stretto riserbo, anche per non alterare i delicatissimi equilibri che potrebbero saltare da un momento all'altro. Intanto fra i lavoratori di Landriano c'è molta preoccupazione per il proprio destino. Che, nel migliore dei casi, prevederebbe uno spostamento della propria attività professionale dal Pavese all'Oltrepo. «Gli interessi economici in questa operazione sono enormi – spiegano ancora i sindacati – ma a noi quello che interessa è salvare i posti di lavoro». Il margine di trattativa, infatti, è stretto: nel caso in cui la cooperativa oltrepadana rifiutasse di assorbire i lavoratori provenienti da quella di Landriano si cancellerebbo di colpo 80 posti di lavoro: «Basta un nulla e tutto potrebbe saltare». Per ora siamo solo all'inizio e ci sono ancora alcune settimane per cercare di arrivare ad un accordo.