SPIAZZATI SAUDITI E ISRAELIANI
di RENZO GUOLO L'accordo di Vienna sul nucleare iraniano avrà importanti conseguenze strategiche: e non solo perché impedisce agli iraniani di dotarsi, almeno nel prossimo futuro, dell'atomica. L'intesa, sempre che nei prossimi mesi sopravviva alle inevitabili contromisure di Arabia Saudita e Israele, produrrà effetti che vanno oltre la pur rilevante questione dell'uranio arricchito. Inciderà, in particolare, sulle relazioni complessive tra Stati Uniti e Iran. Paesi che per quasi quattro decenni si sono percepiti davvero, rispettivamente, come cuore dell'Asse del Male e Grande Satana. Del resto, le memorie contano. Per Washington quelle dell'assalto all'ambasciata, con un sequestro degli ostaggi durato 444 giorni, e delle azioni terroristiche nelle quali americani hanno perso la vita. Per Teheran, la guerra per procura che l'America ha combattuto dando via libera all'invasione del territorio iraniano da parte dell'Irak di Saddam Hussein. Guerra durata otto anni, che ha fatto mezzo milione di vittime e segnato profondamente il rapporto, già problematico, della Repubblica Islamica con l'Occidente. Senza dimenticare le sanzioni che hanno stretto la morsa attorno al Paese. Un conflitto che Obama ha deciso di chiudere. Per la Casa Bianca, infatti, il pericolo non è più la Repubblica Islamica ma il radicalismo sunnita che, attraverso lo Stato Islamico, mette in discussione gli assetti geopolitici del Medioriente e opera come casa madre del terrorismo. Anzi, l'Iran, per motivi politici e religiosi, può svolgere un importante ruolo di contenimento dello jihadismo sunnita. Sono simili valutazioni che hanno condotto Obama a chiudere un accordo che pure egli ritiene basato sulla verifica e non sulla fiducia. E per il quale il presidente americano è pronto a usare il potere di veto nel caso il Congresso, a maggioranza repubblicana , sia deciso a bloccarlo . Obama è consapevole, come la leadership iraniana, che l'intesa prefigura un mutamento più complessivo degli equilibri nella regione. Non è casuale che i suoi più acerrimi nemici siano Arabia Saudita e Israele, storici alleati di Washington nell'area. Per l'Arabia Saudita lo sdoganamento iraniano rappresenta una formidabile battuta d'arresto nella sua marcia per diventare potenza regionale egemone. Sarà ora più difficile esigere che l'Iran sia esclusa dalla gestione dei conflitti in Siria e Iraq, nei quali i sauditi svolgono il ruolo di protettori confessionali dei sunniti e sostengono forze ostili a Teheran. Vi è poi la dimensione religiosa: fautori di un wahabbismo intransigente che vede negli sciiti degli "eretici", i sauditi assistono al rafforzamento degli odiati duodecimani. L'ingresso degli iraniani nel grande gioco del mercato petrolifero prelude, poi, a un ribasso del prezzo del barile che, sin qui, i sauditi hanno tenuto al ribasso per contrastare quell'autosufficienza energetica che l'America persegue attraverso l'estrazione, ancora assai costosa, dell'oro nero dagli scisti bituminosi. Quanto a Israele, che non a caso ha rievocato l'Asse del Male, vede nel protocollo di Vienna un "errore storico". E una minaccia strategica. Non si fida del regime degli ayatollah, teme una proliferazione nucleare parallela. E valuta, lucidamente, le conseguenze della legittimazione offerta a Teheran. Tanto che, nel tentativo di sbarrare la strada all'accordo, Netanyahu aveva perorato la sua contrarietà persino davanti al Congresso Usa in sola versione repubblicana. Uno sgarbo diplomatico senza precedenti nei confronti di Obama. È, dunque, possibile, che gli storici alleati dell'America agiscano per impedire l'attuazione delle intese viennesi, prevista per la metà del 2016. Premendo perché siano mantenute le sanzioni, mossa che farebbe saltare lo scambio politico alla base del negoziato. E facendo lievitare la tensione in Medioriente. Per costringere l'Iran a reagire con posizioni che dovrebbero dimostrarne l'inaffidabilità sistemica e darebbero fiato a quanti, a Teheran, sono ostili alla normalizzazione con quello che, ai loro occhi, resterà per sempre il Grande Satana. ©RIPRODUZIONE RISERVATA