A un passo dall’accordo sul nucleare iraniano
NEW YORK Lo storico accordo sul nucleare iraniano è a un passo. E potrebbe essere annunciato oggi, quando scade il termine ultimo fissato dall'Iran e i "5+1". A Vienna c'è ottimismo sull'intesa a portata di mano, ma la cautela resta ancora d'obbligo: le parti continuano a lavorare e a definire la bozza di accordo, che dovrà poi essere inviata alle capitali per il via libera definitivo. Un documento che negli ultimi giorni è passato da 80 a 100 pagine. «Abbiamo fatto molta strada. Siamo molto vicini a un accordo», ha fatto sapere in serata il presidente iraniano Hassan Rohani, sottolineando che è ancora necessario compiere alcuni «piccoli passi» per raggiungere l'intesa definitiva. «Restano alcuni nodi da sciogliere», ha messo in evidenza il Dipartimento di Stato americano. John Kerry è apparso comunque rilassato: dopo le 15 ore consecutive di trattative di sabato, in mattinata è andato alla messa nella storica cattedrale di Santo Stefano e poi ha visitato il "Mozarthaus", una delle ultime abitazioni dove il compositore Wolfgang Amadeus Mozart ha vissuto a Vienna. Poi il ritorno all'hotel Coburg Palace, dove hanno luogo le trattative, per una riunione con la squadra di negoziatori statunitensi per limare la posizione americana e valutare i progressi. Le prossime ore sono decisive per l'intesa. Al momento non è prevista alcuna ulteriore estensione della scadenza. Il round di trattative prosegue da 16 giorni ed è già stato esteso per tre volte da quando la prima scadenza del 30 giugno non è stata rispettata. Il primo rinvio è stato al 7 luglio, poi al 10 e ora al 13 luglio, oggi. Gli ultimi nodi che resterebbero da sciogliere nel rush finale riguardano le sanzioni Onu, l'eventuale fine dell'embargo alle armi convenzionali nei confronti di Teheran e l'accesso degli ispettori internazionali ai siti iraniani che ritengono di dover sorvegliare. Un eventuale accordo comunque sembra destinato a non avere vita facile al Congresso americano. Per l'amministrazione Obama sarà «difficile venderlo» a parlamentari e senatori, ha avvertito il leader della maggioranza in Senato, il repubblicano Mitch McConnel. «Nessun accordo è meglio di un cattivo accordo», ha rincarato la dose lo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner. Ma sono scettici anche alcuni democratici: gli Stati Uniti, ha precisato il senatore Bob Menendez, «si sono spinti troppo oltre, ovvero dall'impedire all'Iran di avere l'arma nucleare al consentirgli di gestirla». Un timore, questo, condiviso dai repubblicani. «Sono preoccupato. la direzione in cui ci stiamo muovendo non convince», ha detto il presidente della commissione Esteri del Senato, Bob Corker,