Tari, ingorgo di scadenze rischio stangata nel 2016

di Denis Artioli wVIGEVANO I bollettini della Tari, la tassa rifiuti, arriveranno ai contribuenti vigevanesi probabilmente a settembre. E visto che, per legge, tra acconto e saldo devono passare sei mesi di tempo, la seconda rata della Tari 2015 sarà versata all'incirca a marzo 2016 (tranne per chi dovesse decidere di pagare in un'unica soluzione). Peccato, però, che subito dopo arriverà anche l'acconto della Tari 2016, quindi la stangata sulla tassa rifiuti, a causa delle scadenze di pagamento ravvicinate, è da prevedere per i primi mesi dell'anno prossimo. L'ingorgo fiscale dipenderà dal fatto che l'amministrazione comunale non ha approvato il bilancio di previsione 2015 prima delle elezioni. Ma, mentre per Tasi e Imu è stato possibile pagare un acconto con le aliquote 2014 (in attesa che il nuovo consiglio comunale decidesse se variare o lasciare immutate le aliquote per il saldo di dicembre) per la Tari questa opzione non è stata prevista dall'amministrazione. Ragione per cui slitta tutto e la primavera 2016 sarà pesantina per i contribuenti che stanno continuando a chiedere informazioni sulla Tari. Il timore è quello di dover versare cifre elevate (la Tari colpisce duramente alcune attività e i nuclei familiari numerosi) in un arco di tempo molto breve. Intanto, la giunta comunale,giovedì, ha approvato gli schemi del bilancio di previsione 2015. Il documento arriverà in consiglio comunale per l'approvazione negli ultimi giorni di luglio. Il sindaco Andrea Sala ha dichiarato che, per il 2015, non ci saranno aumenti nelle aliquote relative ai tributi locali e che non saranno diminuiti nemmeno i servizi alla città. Lo conferma anche il vicesindaco Andrea Ceffa, che dice: «Per la Tari, le tariffe non cambieranno, i contribuenti pagheranno quanto hanno pagato l'anno scorso: cambiano le scadenze, ma la cifra sarà la stessa». Il problema, però, è che nel Piano economico e finanziario di Asm Isa (la società per la raccolta rifiuti) è previsto un adeguamento Istat dell'1,5% sui costi per lo smaltimento rifiuti, aumento che negli ultimi due anni non era stato applicato, e che si riverserà sulla Tari: a meno che il rincaro sia assorbito dal Comune con altre risorse e non vada quindi a gonfiare le bollette della Tari. ©RIPRODUZIONE RISERVATA