Truffa ed evasione fiscale, imprenditore in manette

di Paolo Fizzarotti wPONTECURONE I prezzi erano davvero imbattibili, ma per poterli praticare gli imprenditori non pagavano le tasse. Poi è arrivata la Guardia di finanza ed ha arrestato quasi tutti. In un'operazione delle fiamme gialle otto persone sono finite in carcere, 11 sono state messe agli arresti domiciliari e altre 27 sono state indagate. Rifornivano con le loro merci catene commerciali di primo piano, come Auchan, Esselunga, Mediaworld, Unieuro e altre ancora: tutte aziende che erano all'oscuro dell'attività truffaldina dei loro fornitori. La merce era costituita per lo più da elettrodomestici ed elettronica di consumo. A fornirli era la «Cantale Spa», con sede a Pontecurone, il cui titolare è Renato Ventura, 71 anni. La Cantale praticava uno sconto rispetto ai prezzi di mercato compreso tra il 20 e il 35%: un miracolo reso possibile dal fatto che l'Iva su quei prodotti veniva evasa anche due volte. La Cantale comprava la merce da una società bulgara, che la spediva a magazzini di Desio, Pomezia e Tivoli: da lì, partiva direttamente per le catene di distribuzione. Ventura e i suoi soci non sapevano però di essere sotto controllo da parte della finanza. C'erano delle finte vendite verso l'estero: Repubblica Ceca, Polonia, Romania, Spagna e altri paesi ancora. A renderle possibile era l'esistenza di una serie di società fittizie, le cosiddette «cartiere»: chiamate così perchè producevano i documenti falsi per dimostrare le finte vendite. Le indagini, durate due anni, sono state condotte dalla procura di Monza. E' stata accertata un'evasione fiscale di oltre 70 milioni di euro in due anni: quasi tutti di Iva non pagata. Oltre a Ventura sono stati arrestati il bulgaro Nikolaj Ivanov Kitov e Carmine Perrotta. Il primo era il titolare della società bulgara che procedeva alle presunte spedizioni; il secondo, che abita a Caserta, era il gestore delle società cartiere, assieme al commercialista Alessandro Spaziani. Secondo l'accusa prendevano una percentuale su ogni pezzo venduto. Durante l'operazione le fiamme gialle hanno sequestrato beni per un valore di oltre 12 milioni di euro. Le perquisizioni domiciliari, in Italia e all'estero, sono ancora in corso.