Edilizia popolare il Comune frena
STRADELLA Non decolla l'edilizia economica e popolare in città. Durante l'ultimo consiglio comunale, in occasione della discussione sulla verifica delle aree da destinare a tale scopo, il vicesindaco e assessore all'Edilizia privata, Maurizio Visponetti, ha sollevato il problema, invitando tutta l'assemblea ad una seria valutazione sulle prossime mosse da compiere. Dal 2008, infatti, è in vigore il Peep (Piano edilizia economica e popolare) che ha individuato tre aree, via Sauro, via Volturno e zona Busco, su cui dare la possibilità di realizzare immobili a prezzi calmierati, destinati in particolare alle giovani famiglie. Di questi è stato realizzato solamente un comparto di zona Busco, precisamente in via Fanoli. Mentre gli altri sono, da ormai sette anni, rimasti lettera morta. Per cercare di smuovere un po' le acque anche del mercato, il Comune lo scorso anno aveva lanciato una manifestazione di interesse riguardante il comparto C del Peep, sempre in zona Busco, ma questa volta su un terreno di via Fratelli Cervi. Su quest'area, di circa 1800 mq edificabili, era prevista una palazzina a due piani, con venti unità abitative. «Alcuni privati hanno manifestato interesse per quest'area, ma poi non abbiamo più avuto sollecitazioni – ha spiegato Visponetti -. Per questo dovremo fare una valutazione sulla validità o meno di questo Peep. Secondo me, fatto così, non ha più senso, visto che in tutti questi anni sono mutate le condizioni economiche e sociali e il piano non è più in grado di rispondere alle esigenze del mercato». Visponetti, poi, ha lanciato un appello al sindaco e all'assessore al Welfare: «Di fronte a questa situazione il Comune dovrebbe incentivare maggiormente i contributi per il pagamento del canone di locazione nei confronti dei nuclei familiari più disagiati – ha aggiunto il vicesindaco -. Il discorso legato al Peep, comunque, dovrà essere affrontato al più presto, anche perché non è giusto tenere vincolate delle aree, che si sa già che non saranno edificate». La minoranza consiliare ha accolto l'invito di Visponetti e ha deciso di astenersi sul provvedimento di verifica delle aree, in attesa di un confronto. Il blocco o la revisione del Peep, comunque, non risolve il problema della mancanza di alloggi popolari: con la nuova graduatoria, formatasi all'inizio dell'anno, il Comune è riuscito a procedere solamente a due assegnazioni, mentre ci sono ancora 63 richiedenti in attesa di una casa. In teoria sono disponibili ancora cinque immobili, liberi dopo il decesso dell'occupante, ma prima di assegnarli il Comune deve sistemarli ed adeguarli alle recenti normative in materia di sicurezza. Oliviero Maggi