El Puma non lascia scampo, Acatullo ko

I tempi di Giovanni Parisi e dello stadio colmo per applaudire la conquista del mondiale sono lontani ventitre anni. «Sono arrabbiato e deluso – commenta l'organizzatore vogherese Giuseppe Dimasi – l'amministrazione comunale non ci ha dato un euro, solo l'utilizzo del PalaOltrepo, per una riunione così importante. Il match di Francesco? Duro, teso, incerto. Acatullo contro un avversario così ha sofferto di inesperienza scoprendosi troppo. Io comunque credo ancora nelle sue possibilità, ha spazi di crescita enormi. Mi spiace solo per il ko, che non ci voleva, perché ai punti non so come sarebbe finita. Onore comunque ad un pugile esperto e preparato come Di Silvio». Dimasi è rimasto deluso dal pubblico: «Mi aspettavo un numero superiore di spettatori. Forse a Voghera la boxe non interessa più come un tempo, perché per un match del genere e con due vogheresi sul quadrato pensavo di superare il migliaio di spettatori. Sono amareggiato, non potrò versare nulla per la costruzione della statua a Parisi». Il campione europeo dei welter Gianluca Branco: «Acatullo è un buon pugile, ma Di Silvio è pugilisticamente migliore e fa più male, oltre ad essere più esperto. Francesco avrebbe dovuto aspettare ancora prima di incontrare Pasquale. Io? A fine settembre difenderò l'europeo a Brooklyn contro Paul Malignacci».VOGHERA Il sogno di Francesco Acatullo di conquistare il titolo italiano dei pesi leggeri nella sua Voghera si è infranto al settimo round per ko contro il velocissimo destro di Pasquale Di Silvio, che ha visto aprirsi la guardia del suo avversario e ha messo fine al match.«L'esperienza ha fatto la differenza – spiega il neo campione italiano Di Silvio – ho preso subito il centro del ring per vedere come Acatullo avrebbe reagito e ho preso tempi e misure. Al momento giusto ho colpito e chiuso l'incontro». Francesco è apparso nervoso dall'inizio, anche se al suono del primo gong si è calmato e ha cercato di impostare il match come nelle previsioni in un PalaOltrepo tutto per lui. Di Silvio, che all'angolo aveva anche il campione europeo dei welter Gianluca Branco, calmissimo, ha cercato di capire la boxe del suo avversario e dalla seconda ripresa ha cominciato a fare il match, mandando al tappeto Acatullo già alla quarta. Francesco ha dimostrato carattere e determinazione, rialzandosi e cercando di recuperare, solo che l'orgoglio di combattere davanti al suo pubblico lo ha mandato fuori giri e quando a inizio della settima ripresa si è aperto, El Puma ha chiuso il match e conquistato la vacante cintura italiana dei leggeri. «Ho capito subito il difetto di Acatullo - chiude il romano – partiva da lontano e a me bastava fare un passo indietro per incrociarlo col destro e doppiarlo col gancio sinistro». Il professor Mario Ireneo Sturla, dopo il pesante ko, ha voluto che Acatullo venisse ricoverato al San Matteo di Pavia per una serie di esami. E' stato dimesso ieri. «Un match in salita – commenta il maestro Luciano Bernini – combattere in casa è stato negativo. Francesco si è buttato avanti per orgoglio, ha cercato il pugno per chiudere il match ed ha fatto il gioco di Di Silvio. Ha influito l'eccessiva pressione che aveva addosso. Il primo ko lo ha scosso, ha recuperato ma Di Silvio lo ha anticipato. Ora ci vorrà riposo per ripartire. Le visite erano necessarie, ma sta bene». Il campione intercontinentale dei welter e prossimo sfidante per il titolo internazionale dei welter Gianluca Frezza era all'angolo con Bernini: «Un match intenso ma ad armi pari sino al gancio sinistro di Di Silvio che Francesco ha accusato, ma ha recuperato. Stava anche rientrando nel punteggio quando è finito per terra. Di Silvio ha rispettato il suo soprannome: come un puma ha atteso il momento giusto per colpire. Mi aspettavo un altro risultato, specie dopo i guanti fatti insieme». Maurizio Scorbati