Cpl Concordia, in carcere gli ex vertici
di Gabriele Rizzardi wROMA Nuova ondata di indagini e arresti per lo scandalo della metanizzazione. A finire nel mirino dei giudici, questa volta, sono i lavori e gli appalti per la metanizzazione dei Comuni del casertano da parte della Cpl Concordia, la Coop rossa di Modena colosso dell'energia già finita nella bufera per l'arresto del suo ex presidente, Roberto Casari, nell'ambito dell'inchiesta della Dda sulla metanizzazione di Ischia. Lo scenario su cui si sono concentrate le indagini della Dda di Napoli, che si sono avvalse delle rivelazioni del collaboratore di giustizia, Antonio Iovine, riguardano un accordo «a monte», risalente al 2000, tra la dirigenza della Cpl Concordia e il clan dei Casalesi. I reati ipotizzati vanno dall'associazione a delinquere al concorso esterno in associazione mafiosa. In totale le ordinanze scattate ieri sono otto, di cui sei di arresto e due di divieto di dimora. Oltre a Casari, che era ai domiciliari e ora finisce in cella, sono stati arrestati anche tre manager della cooperativa. In carcere vanno Giuseppe Cinquanta, Antonio Piccolo e Claudio Schiavone mentre ai domiciliari vanno Giulio Lancia e Pasquale Matano. L'accusa è quella di aver intrecciato relazioni pericolose con esponenti del clan dei casalesi durante i lavori per la metanizzazione. La novità forse più inquietante di ieri, però, è il coinvolgimento nell'inchiesta di Lorenzo Diana, ex senatore per i Democratici di sinistra, ex componente della Commissione Antimafia e "icona" anticamorra più volte minacciato proprio dai casalesi. Diana è l' unico politico citato in positivo nel libro Gomorra dallo scrittore Roberto Saviano, che lo ha indicato come vero «eroe della lotta alle mafie». Diana, che nel 2008 ha ricevuto anche il premio Borsellino, risulta indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, per abuso d'ufficio e per reati contro la pubblica amministrazione in due distinte ordinanze. Solo in una di queste il Gip ha disposto una misura cautelare lieve: il divieto di dimora in Campania. Diana è accusato di aver convinto un dirigente della Figc, Manolo Iengo (divieto di dimora anche per lui), ad attestare falsamente che il figlio Daniele aveva ricoperto un ruolo di dirigente in una squadra di calcio di serie D. Certificato che avrebbe consentito al figlio di accedere a un master Fifa. I pm accusano Diana, presidente del Centro agroalimentare di Napoli (Caan), di aver affidato incarichi a Iengo per 10mila euro come "ricompensa" per aver fornito il falso attestato. Poprio ieri, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha annunciato la sostituzione di Diana ai vertici del Caan. Quanto allo scandalo della metanizzazione, l'ex senatore del Pds cade dalle nuvole: «Non ho letto ancora il provvedimento e cosa mi si addebita. Mi sembra di essere tra un sogno e Scherzi a parte...». Resta il fatto che per il Gip, Diana ha svolto un «ruolo di assoluto rilievo» nella vicenda e avrebbe «facilitato» la realizzazione delle opere nel Bacino, facendo pressioni sulla Prefettura affinché desse l'ok ai progetti dei lavori nei Comuni commissariati in modo tale che Cpl «incassasse il finanziamento pubblico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA