Segregata in casa Il convivente torna in libertà
PAVIA Ha ottenuto la libertà Antonio Calandrini, l'uomo di 60 anni accusato di avere segregato in casa la convivente fino a farla morire. Il gip Anna Maria Oddone ha accolto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari presentata dall'avvocato difensore Valentina De Renzis. La decisione arriva dopo l'esito dell'incidente probatorio in cui è stata raccolta la valutazione dello psichiatra, che doveva pronunciarsi sulla capacità di intendere e volere dell'indagato. Secondo il perito l'accaduto andrebbe ricondotto a una situazione di isolamento sociale e psicologico sia dell'uomo ce della donna, ma non rientrerebbe nell'ambito dei maltrattamenti. «A questo punto spero che la procura proceda con una archiviazione», è il commento dell'avvocato. L'uomo è accusato di abbandono di incapace e di maltrattamenti, che avrebbero causato la morte della convivente, Laura Carla Lodola, di 55 anni. Accuse gravi, che il codice penale punisce fino a 24 anni di carcere, e scattate subito dopo la scoperta, qualche mese fa, all'interno dell'appartamento di via Tasso, alla Torretta, dove la coppia aveva abitato per anni, del cadavere della donna, piena di piaghe e ridotta a uno scheletro. (m. fio.)