«Si rinuncia pure ai beni necessari, sobrietà è la parola d’ordine»

«La spending review nelle famiglie italiane è già un processo in atto: da tempo c'è una cautela a indebitarsi. Basta guardare l'andamento dei consumi di questi anni, che restano deboli e sono certa che continueranno a restare così anche nel caso di ripresa economica, perché è cambiato proprio l'atteggiamento delle famiglie». Per Antonella Zucchella, docente di Economia e Gestione imprese dell'Università di Pavia, i debiti che gravano sulle famiglie sono il frutto di «situazioni imprevedibili dettate dalla crisi», come la perdita del lavoro e quindi la riduzione degli stipendi. «In linea di massima le famiglie sono molto prudenti e basano i propri consumi sul reddito – spiega l'economista –. Non solo negli ultimi anni sono calati i consumi voluttuari, quindi il superfluo, ma anche i consumi necessari, come quelli dei generi alimentari, spese a cui prima era impensabile rinunciare. Aumentano inoltre le famiglie che rinunciano ad avere l'automobile, scegliendo magari i mezzi pubblici o forme di trasporto alternative come il car sharing. Non parliamo poi di vacanze o di abbigliamento, che non sono beni per cui le famiglie si indebitano». Secondo la docente è cambiato negli anni proprio l'atteggiamento dei consumatori. «Sobrietà è diventata la parola d'ordine – aggiunge –. Non credo peraltro che torneremo ai livelli del passato, anche in caso di ripresa. Riprenderanno quei consumi che hanno caratteristiche di necessità, perché è cambiato proprio il modo di rapportarsi ai consumi, anche da parte di chi aveva e ha ancora qualche capacità finanziaria in più».