«Ricostruiremo il verde di Pavia»

di Donatella Zorzetto wPAVIA Si parte da via Flarer per reiventare il verde di Pavia. Le aree che i privati hanno ceduto al Comune in seguito ai piani attuativi, e sostanzialmente inutilizzate. Mentre questa mattina alle 11 l'assessore Davide Lazzari inaugura, appunto in via Flarer, il parcheggio rimesso a nuovo, ieri, per la prima volta, l'assessore all'Ambiente Angelo Gualandi ha convocato il primo "Laboratorio permanente per l'ambiente", per parlare ancora di via Flarer, in questo caso di come utilizzare l'area verde rimasta incolta. A palazzo Mezzabarba si sono così riuniti Provincia, Arpa, Legambiente, Università, Italia Nostra, Lipu, Centro servizi volontariato, Ordine degli architetti. Che per due ore hanno discusso del futuro di Pavia, vivibile e tutelabile, con l'intenzione di fermare il cemento e affermare la voglia di pulito e di sostenibile. «Questo laboratorio – ha spiegato Gualandi – si occuperà della cura del territorio, del risparmio delle risorse naturali ed energetiche, ma anche di raccolta differenziata, fruizione e potenziamento del verde e dei parchi pubblici, di salute pubblica in relazione di vita e alla qualità ambientale». Così si è partiti da via Flarer, area di circa 6mila metri quadrati, in attesa di utilizzo. E ora incolta. «L'abbiamo presa come esempio di zona verde destinata al quartiere – ha proseguito Gualandi –. Mi piacerebbe rimboschirlo e poi inserirvi funzioni per il tempo libero». Proposta che i suoi interlocutori hanno preso al volo, rilanciando. «Legambiente ha proposto di mutuare il proprio progetto di "Custodia del territorio" ora in fase di attuazione al Vallone»; l'associazione "Uomo territorio pro natura", attiva soprattutto in Lomellina, ha detto sì all'idea di piantumazione; la Lipu ha proposto, oltre che di piantare alberi, anche di «prendersi cura anche della fauna urbana». Italia Nostra ha puntato il dito contro le amministrazioni precedenti, che «hanno stravolto il sistema del verde», indicando la necessità di «elaborare un piano organico che lo sistemi complessivamente». «Il piano va bene, ma si potrebbe pensare di congiungere all'area verde di via Flarer il parco di via Taramelli», ha ipotizzato l'amministrazione provinciale. Mentre Arpa ha evidenziato come sia «importante cominciare». Infine per gli architetti presenti «si deve andare nella direzione di non capitalizzare le aree standard ma di metterle al servizio della collettività». Il laboratorio si ritroverà a luglio per portare al tavolo proprio un progetto di intervento su via Flarer. Dopo di chè dovrebbe discutere di un piano complessivo di utilizzo delle aree di cessione al Comune, ora incolte. Aree che si trovano anche in via Borgo Ticino, in via Oriana Fallaci, Genova e Baldo degli Ubaldi.