Senso unico, nervi tesi in Via Milazzo

PAVIA Malumore e scontento in via Milazzo: il senso unico in uscita introdotto a partire da ieri mattina, non convince quasi nessuno tra i tanti residenti costretti ora a salire sull'argine e passare per via Trinchera per arrivare a casa. In mattinata gli operai hanno installato la nuova segnaletica: per 10 giorni i vigili si limiteranno ad avvertire gli automobilisti che ancora imboccano via Milazzo arrivando da piazzale Ghinaglia. Poi arriveranno le multe. «Vivo qui da 74 anni, mai un incidente – racconta Gabriella Cornelli – La strada sull'argine è più pericolosa: è stretta, buia, pensate a cosa può succedere d'inverno con nebbia e ghiaccio». Le fa eco una vicina : « Dovrebbero autorizzare bici e motorini a passare comunque per via Milazzo. In ogni caso prima avrebbero dovuto sistemare l'argine e poi introdurre il senso unico. L'unico vantaggio è che effettivamente la via è più tranquilla». La novità non è stata ben accolta dai ristoratori della via: «Cosa penso? Tutto il male possibile. La segnaletica è insufficiente, i clienti costretti a un giro dell'oca, si perdono e tornano indietro. Perderemo clientela. Il senso unici si sarebbe potuto fare in ingresso. Oppure limitare il transito di non residenti imponendo la sosta con disco orario» si lamenta il titolare dell'antica osteria del Previ, Renzo de Felici. Concorda Alfonso Pilla, socio di Rossopomodoro: «Via Trinchera in inverno è pericolosa. Noi abbiamo un posteggio privato, altrimenti sarebbe una tragedia». Mentre i residenti raccolgono firme, una voce fuori dal coro viene da Paolo Bargiggia: «Sono favorevole. Al di là degli interessi di bottega quest'area è bella e va liberata dalle auto. Certo, via Trinchera e l'argine hanno delle criticità, ma è prioritaria la tutela di via Milazzo». Difende la sua scelta l'assessore Davide Lazzari: «Il senso unico serve per garantire la sicurezza dei pedoni: il primo tratto di via Milazzo è stretto, le auto incrociandosi invadono il marciapiede. L'analisi dei flussi indica come il 95% dei residenti esca dalla via per andare al lavoro tra le 6.30 e le 9 di mattina. Per questo il senso unico è previsto in uscita e non in entrata, altrimenti la massa dei lavoratori incrocerebbe sull'argine i tanti provenienti da Travacò. Ho partecipato ad assemblee preparatorie, molti sono favorevoli. Tra qualche mese valuteremo gli effetti». Riccardo Catenacci