Soldi ai grest della diocesi, è polemica
PAVIA Da questa mattina, in via Milazzo cambia la viabilità. Come anticipato nei giorni scorsi, chi arriva in auto da piazzale Ghinaglia, non potrà più imboccare direttamente via Milazzo passando dal lato del monumento alla Lavandaia. Sarà obbligatorio svoltare a destra, passare davanti alla cooperativa degli Artigiani, imboccare la salitella che porta sull'argine e, infine, svoltare in via Trinchera. All'uscita da via Trinchera, sarà possibile svoltare a sinistra, verso la Lavandaia appunto, oppure a destra, in direzione delle ultime abitazioni di Borgo basso. La modifica alla viabilità si accompagna anche a un cambiamento nelle regole della sosta. Molti residenti di via Milazzo non condividono questa impostazione. Soprattutto a causa del fatto che la salita che immette sull'argine, con un flusso di traffico decisamente più sostenuto, potrebbe rivelarsi pericolosa per i guidatori.di Fabrizio Merli w PAVIA Il Comune dà 25mila euro ai grest di una quindicina di parrocchie. Ed è subito polemica tra chi critica la decisione di un'amministrazione di centrosinistra di aiutare la Chiesa e chi difende il ruolo sociale svolto dai grest, i gruppi estivi ai quali, per inciso, partecipano circa 2mila bambini. La decisione era stata annunciata dal sindaco, Massimo Depaoli, e dall'assessore all'istruzione, Ilaria Cristiani. Il Comune di Pavia versa 25mila euro alla Diocesi. Di tale somma, il 60 per cento sarà ripartito in base al numero dei partecipanti e il 40 per cento in base alle settimane di durata di ogni grest. Le principali critiche, espresse anche attraverso i social network, arrivano dall'ala più a sinistra. Ad esempio, Mauro Vanetti, di Rifondazione comunista, dichiara: « Io non ho capito perché, se lo scopo è davvero aiutare le famiglie bisognose ad andare al grest e non si sia fatto un bando per aiutare le famiglie sulla base della loro situazione economica». La posizione di Vanetti trova eco anche nel dibattito su "Politica a Pavia", il gruppo Facebook in cui, ad esempio, l'iniziativa del Comune di Pavia viene definita come «la clericalata dell'estate pavese». Ma c'è anche chi difende l'iniziativa. Come Stefano Gorgoni, consigliere della lista civica Cittadini per Depaoli sindaco: «I grest parrocchiali raccolgono circa 2.000 bambini, e le parrocchie si fanno carico di accogliere, e dar da mangiare, anche a chi non può pagare. Ecco perché é sembrato giusto concedere un contributo. Perché non sono stati concessi contributi ad altre entità? Perché i contributi comunali vengono concessi se arrivano delle richieste e di altre richieste non ne sono arrivate». Insomma, non una "strizzata d'occhio" all'elettorato cattolico, anche perchè la decisione è stata condivisa anche da consiglieri comunali decisamente laici. La concessione del contributo, peraltro, arriva in piena continuità con le scelte della precedente amministrazione. Anche l'ex assessore all'istruzione, Rodolfo Faldini, aveva concesso 25mila euro di contributi; esattamente la stessa somma. «Anche se c'è una differenza – puntualizza il sindaco Depaoli – perchè noi non diamo soldi "a pioggia", ma sulla base di progetti. I grest svolgono un ruolo sociale importantissimo che noi riconosciamo. Gli organizzatori dovranno rendicontare le spese sostenute e, in base a ciò, riceveranno i contributi». Sul perchè, poi, il Comune non abbia organizzato l'alternativa "laica" ai campi estivi delle parrocchie, risponde l'assessore Cristiani: «Semplicemente perchè si tratta di una spesa che il Comune non potrebbe sostenere. Parliamo di 2mila ragazzini e di circa 500 animatori inseriti in un progetto organico. La Diocesi fornisce un servizio alla città e noi abbiamo stretto un accordo riconoscendo questo impegno».