«Rafforzate i controlli alla raffineria»

SANNAZZARO Dopo gli attacchi terroristici in Francia, in Tunisia e in Kuwait potrebbe alzarsi la soglia di attenzione preventiva anche al polo petrolifero Eni di Sannazzaro e Ferrera Erbognone, dove operano tre grandi aziende del gruppo: Raffineria, Enipower ed Enigreen. Lo chiedono anche alcuni cittadini che si sono rivolti alle varie componenti politiche locali. Fino al pomeriggio di ieri la prefettura di Pavia non aveva comunicato ufficialmente potenziamenti degli abituali livelli di sicurezza esterna, ma potrebbe anche farlo, come già avvenne ai tempi della guerra del Golfo con il presidio dell'Artiglieria. La Raffineria Eni, da parte sua, "difende" i suoi confini produttivi con un sistema di video sorveglianza e con l'impiego di pattuglie di guardie giurate presenti all'ingresso ed in movimento su tutto il perimetro dell'impianto. Il sindaco di Sannazzaro, Giovanni Maggi dice: «Al momento non siamo a conoscenza di nessun provvedimento ulteriore rispetto alle normali misure di sicurezza. Ne parleremo però con il nuovo prefetto». E anche il consigliere comunale di opposizione, Roberto Zucca, chiede un intervento: «La raffineria di Sannazzaro è uno dei punti strategicamente più sensibili in Lombardia. Chiederemo ora al sindaco di farsi carico di sollecitare misure preventive più appropriate nelle sedi opportune». La raffineria, a parte il sistema di vigilanza interna, è comunque sempre sorvegliata anche da frequenti passaggi delle forze dell'ordine che operano in zona, in particolare dai carabinieri e dalla polizia locale. Ora sarà la prefettura a stabilire se siano necessarie ulteriori misure di prevenzione e sorveglianza. (p.c.)