L’incognita iscrizioni Dopo il Monza altri club a rischio

Riguardavano il Pavia alcune comproprietà che sono state risolte entro la scadenza di giovedì. Tre in particolare erano con il Cesena, che negli anni aveva tradizionalmente stabilito un legame di collaborazione con il club azzurro. Caio De Cenco (foto) che l'anno scorso era stato ceduto in prestito prima alla Spal e poi al Pontedera (dove da gennaio ha messo a segno 5 reti), torna al Pavia. Difficile che l'attaccante brasiliano possa restare in azzurro, vista però la buona seconda parte di stagione in Toscana potrebbe essere ceduto o usato come pedina di scambio per arrivare a un altro giocatore. Rimangono invece al Cesena Matteo Zanini e Fabio Reato, dai quali il Pavia aveva realizzato delle somme consistenti. L'ultima comproprietà riguardava invece il giovane attaccante Andrea Migliavacca (classe '95), che non essendoci stato deposito di alcuna offerta resta nell'ultima società nella quale ha giocato, è cioè appunto la Reggina.PAVIA Che Lega Pro sarà? La domanda si pone tutti gli anni, perché l'elenco della società che rischiano di non potersi iscrivere o che addirittura hanno già rinunciato è sempre piuttosto lungo. E anche stavolta a quattro giorni dal 30 giugno, data limite per presentare la domanda, la situazione è parecchio ingarbugliata. Intanto c'è una defezione sicura ed è quella del Monza. Dopo la quinta asta fallimentare andata a vuoto i curatori sono stati costretti ad arrendersi: la squadra non verrà iscritta alla Lega Pro, dopo essere riuscita a salvarsi sul campo. Il patron del Real Vicenza, Diquigiovanni, ha invece messo in vendita il club chiarendo che in mancanza di un acquirente (che finora non s'è presentato) non ci sarà iscrizione. L'Unione Venezia sembra al capolinea: il proprietario russo Korablin si è defilato da tempo, non pagando nemmeno gli stipendi degli ultimi quattro mesi, e ha deciso di mettere in vendita la società. Invano, finora, e sono ridotte al lumicino le speranze di trovare qualcuno che si accolli i debiti (pare attorno al milione e mezzo) e le spese per la partecipazione al campionato. Anche il neopromosso Castiglione è vicino ad alzare bandiera bianca: non ci sono i soldi per iscriversi. La Torres è in attesa di ricevere un contributo dalla Regione Sardegna che non si sa se arriverà. Il Mantova invece in extremis è riuscito a trovare un acquirente: si tratta della bresciana Sdl, società che offre assistenza contro le anomalie bancarie e finanziarie. E questo è il quadro solo per ciò che riguarda le squadre destinate al girone A, quello del Pavia. In quello del sud la Reggina, che si è salvata in maniera rocambolesca dopo essere stata graziata da Corte federale e Collegio di garanzia del Coni (che hanno ridotto a -1 il -12 inflitto dal Tribunale federale), ha già chiarito che non riuscirà a pagare ai tesserati i contributi di marzo e aprile. Partirà quindi certamente con dei punti di penalizzazione. Ma questo sarebbe il minimo, perché anche in questo caso il club è stato messo in vendita e la presunta corda australiana che pareva essersi fatta avanti è sparita. In pessime acque è l'Ischia, il cui amministratore unico ha detto di non essere in grado di garantire la fideiussione necessaria all'iscrizione. In difficoltà Vigor Lamezia, Barletta, Melfi. Nel girone B, il presidente del Grosseto ha manifestato l'intenzione di non iscrivere la società al campionato. Si preannuncia, dunque, un massiccio ricorso ai ripescaggi per completare gli organici della Lega Pro. La volontà è infatti quella di non cambiare il format della categoria, con 60 squadre divise in tre gironi. Ci sono però forti dubbi perché le decisioni prese non sembrano certo aiutare i club che vorrebbero fare il salto in Lega Pro a tavolino: proprio ieri il Consiglio federale Figc ha fissato il contributo straordinario che le società dovranno versare per i ripescaggi (che verranno bloccati a partire dal 2016): 5 milioni in A, 1 milione in B e 500 mila in Lega Pro. Una somma, quest'ultima, esorbitante per un club proveniente dalla D, che dovrà anche aggiungere una fideiussione di 600 mila euro, più salata di quella (400 mila euro) richiesta ai club già in Lega Pro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA