Senza Titolo
di BRUNO MANFELLOTTO Si dovrebbe gioire alla notizia che a Bruxelles, a notte fonda, è stato finalmente raggiunto un accordo tra i 28 dell'Unione europea sulla ripartizione di 40mila migranti (ai quali si devono aggiungere i 20mila rifugiati nei campi allestiti in Africa dalle Nazioni Unite). Era ora, si dirà. Sì, certo, meglio un compromesso che niente. Ma a leggere i dietro le quinte dell'ultimo Consiglio d'Europa ci si rende conto che mai era stato toccato un così basso livello di rapporti e di comune solidarietà, e mai come ora la Grande Europa era apparsa divisa, confusa, incerta: a un certo punto Matteo Renzi ha dovuto alzare la voce spalleggiato da Françoise Hollande e Angela Merkel; mentre il capo del governo Ue Jean Claude Juncker si è preso più o meno a maleparole con il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk. Si procede a vista mentre si fatica a comporre i problemi più gravi. CONTINUA A PAGINA 9