Kamikaze si fa esplodere in moschea sciita

ROMA L'attentato di un kamikaze in una moschea sciita in Kuwait è costata la vita a 25 persone e ha causato il ferimento di altre 202. Il ministero degli Interni del Kuwait ha indicato che l'azione terroristica è stata rivendicata dal sedicente Stato islamico (Is). Si tratta del primo attentato sferrato da questi integralisti islamici in un Emirato del Golfo. Gli sciiti, che coprono circa un terzo della popolazione di 1,3 milioni di abitanti del Kuwait, sono considerati infedeli dai sunniti dell'Isis. Testimoni oculari hanno raccontato che l'attentatore è entrato nella moschea quando era in corso la preghiera del venerdì di fine mattinata. Prima di farsi esplodere ha urlato il consueto slogan "Allah è grande" compiendo l'ennesimo massacro in nome dello stesso dio venerato dalle sue vittime. Le milizie dell'Is, di osservanza prevalentemente sunnita, hanno compiuto nelle scorse settimane attacchi contro moschee sciite in Yemen e Arabia Saudita e anche in Iraq organizzano regolarmente azioni terroristiche contro i pellegrini, le moscheee e i quartieri degli sciiti. Il terrorismo di matrice islamica ha colpito anche in Somalia. Un kamikaze appartenente agli estremisti islamici di al-Shabab si è fatto esplodere nei pressi di una base dell'Unione africana uccidendo almeno trenta militari. I soldati dell'Unione africana si trovano nel paese da tempo nel tentativo di risolvere la sanguinaria guerra civile che affligge il paese da decenni. Nell'attacco di ieri, dopo che il kamikaze si è fatto esplodere, una decina di miliziani hanno attaccato con mitragliatrici e lanciando bombe a mano. a base è guidata dai soldati del Burundi che fanno parte dell'Amisom, la missione dell'Unione Africana in Somalia, che conta oltre ventimila militari nel Paese. Amisom ha confermato sul suo account di Twitter di aver subito un attacco, ma senza fornire dettagli. I miliziani somali di al-Shabab, tra i più feroci, fanatici e privi di scrupoli anche contro la popolazione inerme, avevano annunciato l'intenzione di intensificare gli attacchi contro i militari e il governo di Mogadiscio durante il mese sacro di Ramadan. Mercoledì anche l'ambasciatore degli Emirati Arabi a Mogadiscio era scampato a un tentativo di omicidio.