Un braccialetto per curare i malati da slot
di Linda Lucini wPAVIA Un braccialetto o una app sul telefonino per curare i malati da slot machine. Niente di avveniristico, ma pura realtà che l'università di Pavia sta realizzando: la piattaforma di self-care sarà pronta entro l'anno e nel 2016 sarà sperimentata con i giocatori patologici pavesi. Le potenzialità di questi sistemi innovativi sono stati illustrati ieri al termine della due giorni di convegno organizzato dall'ateneo sul gioco d'azzardo patologico. Tra le varie funzioni che avrà la app contro il gioco d'azzardo c'è quella di avvisare il ludopatico ogni volta che varcherà la soglia di una sala giochi. Un meccanismo che stimola le capacità di controllo già sperimentato in America con gli obesi che nel 12% dei casi rinunciavano di fronte all'avviso di essere entrati in un fast food. Ma la app farà anche di più: se il malato resterà all'interno della sala giochi verrà contattato al telefono da un terapeuta con l'obiettivo di farlo desistere e di farlo allontanare dalle slot. Con lo smartphone si farà anche di più: «Basta una app per cellulare facilmente scaricabile – spiega Roberto Mollica dell'Asl di Milano – per permettere di fare lo screening per valutare se si è giocatori sociali, problematici o patologici. Si è già cominciato a realizzare questa applicazione e abbiamo iniziato una collaborazione per applicarla». Ma il progetto ancora più avveniristico al quale lavorano le università di Trento e Pavia è un piattaforma che permette di sviluppare capacità di controllo emotivo fornendo strumenti per superare la dipendenza da gioco: «Tutto ciò utilizzando braccialetti con sensori in grado di misurare il battito cardiaco e le reazioni tipiche del giocatore – ha spiegato Nicola De Pisapia (università di Trento) -Non solo: la piattaforma è in grado di analizzare dati e di inviarli al terapeuta. Potenziare le capacità di controllo delle persone aiuta a rompere i meccanismi di addiction». «Sarà in funzione dall'anno prossimo», assicura Gabriele Zanardi dell'ateneo pavese. Un risorsa utile per una città che ha le slot inun bar su 3 e conta 500 macchinette, in pratica una ogni 150 abitanti, e una spesa pro-capite di 2.727 I dati li ha ricordati l'assessore Angela Gregorini che ha stilato la mappa delle slot in città, ma anche i luoghi sensibili dove non potranno essere più date licenze per installare macchinette. «Gli esperti di questo convegno ci hanno spiegato – ha detto Gregorini – che il fatto stesso di giocare crea stimoli che portano alla dipendenza. Quindi chi ha più slot come Pavia corre maggiormente il rischio di diventare ludopatico. L'ordinanza che limita gli orari ha funzionato, così come ha avuto successo il lavoro di rete fatto con i Comuni vicini e con i capoluoghi lombardi. Ora metteremo a disposizione incentivi per favorire eventi nei bar che rinunciano alle slot. I locali ci chiedono di essere aiutati a fare solo i bar senza dover ricorrere alle slot per far quadrare i bilanci». «Dati precisi sui costi sociali delle patologie da azzardo non ce ne sono – ha spiegato l'asessore Alice Moggi – ma capiamo quanto sia forte il fenomeno ogni volta che dobbiamo nominare un ammistratore di sostegno perchì il cittadino non è più uin grado di gestire il patrimonio o quando da noi arrivano persone in forte disagio economico che non dovrebbero esserlo. Solo che a quel punto è tardi perchè la stiuaazione economica è già compromessa pere questo stiamo formandoci e vogliamo apprendere le metodologie per fare davvero prevenzione. Dobbiamo farlo noi addetti ai lavoro, ma anche i vigili di quartiere. E poi dobbiamo dare alternative a chi gioca per noia o per solitudine». La deputata Chiara Scuvera ha lodato il laboratorio di strategie di contrasto che si è creato a Pavia: «Voglio portare i modelli innovativi e di cura pavesi in un convegno alla Camera». Bloccato a Roma il deputato Alan Ferrari ha fatto sapere tutto il suo apprezzamento per la reattività della comunità pavese verso un problema gravisssimo e sul quale c'è tutto l'impegno del governo»