«Sede Pro loco, la facciamo noi»
Corso per imparare ad utilizzare il defibrillatore. Lo ha organizzato per questa pomeriggio il Comune di Spessa. «Si tratta di un'iniziativa molto importante per il nostro paese – spiega il sindaco Giuliano Spiaggi –. Dal luglio prossimo il defibrillatore verrà posizionato a fianco dell'ambulatorio medico e sarà possibile utilizzarlo in caso di necessità. Ma chiaramente bisogna saperlo usare. Per questo motivo abbiamo organizzato,oggi dalle 14 alle 18, un corso apposta». Ad illustrare e spiegare come funziona lo strumento medico, determinante in moltissimi casi per salvare una vita, soprattutto in centri lontani dall'ospedale, saranno i volontari della Croce Verde di Pavia. Ad assistere al corso ci saranno all'incirca una ventina di carabinieri provenienti dalle varie stazioni della Bassa. Restano a disposizione ancora all'incirca una ventina di posti. Il corso per imparare ad utilizzare il defibrillatore si terrà presso l'oratorio del paese.di Giovanni Scarpa wPIEVE PORTO MORONE Durante la settimana al lavoro, nel tempo libero a costruire la nuova sede della Pro loco. Muratori, elettricisti, idraulici, semplici volontari. Tutti abili e arruolati per realizzare la nuova sede dell'associazione. E' così che verrà realizzata, a costo zero almeno per la manodopera, il piccolo edificio che ospiterà l'ente che organizza gli eventi per il paese. Il presidente, Claudio Corona, è il primo a darsi da fare. Per l'organizzazione, per la ricerca delle persone che possano e vogliano dare una mano, per cercare i fondi necessari per comprare il materiale. «Il costo vivo per acquisire tutto quello che serve per costruire la sede si aggira sui 15 mila euro – dice il presidente della Pro loco –. Soldi che dobbiamo metterci noi. E non è poco. Se avessimo dovuto anche chiedere ad una impresa edile di realizzare il lavoro, avremmo speso altrettanto». Così è venuta l'idea di chiedere a dei volontari, siano essi iscritti all'associazione, o a semplici cittadini che nel tempo libero vogliano semplicemente dare una mano, di farsi avanti. E' arruolabile chiunque sia in grado di tenere una cazzuola in mano. «In fondo – dice Corona – non si tratta di un'edificio faraonico. Si tratta di costruire un un fabbricato in cui ci siano un paio di locali, giusto per sostituire la tensostruttura che ora serve in occasione delle manifestazioni. La vecchia sede, ora ospitata all'interno del municipio, non basta più. Per questo la Pro loco ha chiesto, e ottenuto, dal Comune di farne una nuova nei pressi del campo sportivo. A fine luglio, quando la gente sarà in vacanza o comunque più libera dai propri impegni professionali, si dovrebbe cominciare. «Non ci vorranno più di 15 giorni, credo – spiega ancora il presidente della Pro loco –. Si tratta di un piccolo edificio. Ci daranno una mano non solo chi è specializzato in edilizia, ma anche semplici cittadini che di solito ci aiutano anche per le manifestazioni». Già ieri mattina, in vista della festa della birra, era un brulicare di volontari che preparavano i panini, mettevano in fresco le bevande, pulivano i tavoli, spazzavano il cortile dove si terrà la manifestazione. Tutti volontari, tutti indaffarati a dare una mano spontaneamente. Senza alcun tornaconto personale, senza essere pagati a fine giornata. Come Angela Cobianchi. «E chi ci paga? – ride –. Noi lo facciamo per il paese. Io do una mano anche in biblioteca e tutte la volte che serve». Quello spirito che solo nei paesi ancora sopravvive. Anche se, pure qui, non si sa fino a quando. «Purtroppo fra i giovani c'è sempre meno voglia di impegnarsi per la comunità – dice il presidente della Pro loco Corona –. Magari fino a a 15/16 anni vengono ancora a servire ai tavoli nelle sagre del paese. Ma poi, già verso i venti, si eclissano. Oggi va così. Infatti, l'età media di chi ancora, finito con il proprio lavoro, ha voglia di rimettersi in pista, va dai 50 ai 70 anni. Anche come iscritti alla Pro loco, siamo passati da 150 di dieci anni fa a poco più di 70. Ma noi non molliamo. Fino a quando ce la faremo, saremo in prima linea per fare qualcosa per il nostro paese».