Dagli Usa alla scoperta del laboratorio autismo

di Lorella Gualco wPONTE NIZZA Cristiano è diventato un esperto allevatore di alpaca, Simona si è scoperta un talento musicale. Alla Cascina Rossago i 24 ospiti affetti da autismo sono riusciti a mettere il loro mondo in comunicazione con il mondo degli altri. La comunità agricola residenziale sulle colline di Ponte Nizza è stata la prima in Italia ed è tuttora una delle pochissime strutture nel nostro Paese dedicata in modo specifico agli adulti con problemi di autismo. Un'eccellenza assistenziale ed esistenziale che ha meritato anche una visita dagli Usa. Nei giorni scorsi una delegazione di venti studenti italo americani della Niaf (National italian american foundation) è stata in visita alla cascina oltrepadana gestita dalla onlus Fondazione genitori per l'autismo in collaborazione con il Laboratorio autismo dell'Università di Pavia. L'associazione americana ha scelto quest'anno la Lombardia, regione che ospita l'Expo, per offrire agli studenti venuti da oltreoceano la possibilità di fare esperienza di lavoro in strutture di eccellenza italiane. La scelta è caduta sulla comunità agricola di Ponte Nizza, dove i ragazzi Usa hanno lavorato come volontari realizzando una staccionata per il frutteto. L'arrivo della delegazione Usa è stato il riconoscimento della grande valenza sociale di un progetto che è partito da lontano, nel 1998, grazie a 4 coppie di genitori con figli affetti da autismo. Il primo passo è stata la costituzione della Fondazione, poi, nel 2002, è partito il progetto di Cascina Rossago. «L'idea che ci ha mosso – dice una delle famiglie fondatrici – è stata quella di garantire ai nostri figli un futuro dopo di noi. Abbiamo rischiato in proprio avendo davanti a noi l'obiettivo di far vivere i nostri ragazzi in un contesto ecologico, dove poter lavorare e stare assieme». Tredici anni dopo Cascina Rossago è una realtà consolidata che, oltre agli ospiti (provenienti da tutta la Lombardia), dà lavoro ad una quarantina di persone tra personale medico e infermieristico, educatori, assistenti, impiegati, manutentori, cuoche. E' accreditata dalla Regione Lombardia che si fa carico di metà dei costi, mentre il resto è a carico delle famiglie con integrazioni o contributi dei Comuni. I contributi possono arrivare anche dal 5 per mille. A Cascina Rossago c'è una stalla dove si allevano 25 alpaca, la lana degli animali viene lavorata con telaio a mano, poi ci sono l'orto, il frutteto, laboratori di ceramica, di pittura, palestra e possibilità di praticare trekking, basket e nuoto. «Mio figlio ha 36 anni – prosegue uno dei genitori – e sono orgoglioso di lui. E' diventato un bravo stalliere. Ha imparato la vita di comunità, ha imparato un mestiere e attraverso il computer comunica le sue impressioni, anche spiritose, sull'impegno nel suo lavoro. Insomma, ha conquistato l'autonomia dalla famiglia». A Pavia ci sono valide strutture per minori autistici, ma il problema si pone quando i ragazzi diventano adulti. «Cascina Rossago – affermano i fondatori – ha dato una risposta e passo dopo passo cerchiamo di guidare le persone affette da autismo verso un'esperienza di vita allo stesso tempo autonoma e comunitaria». Le esperienze della comunità oltrepadana hanno trovato collaboratori ed estimatori illustri. Tra gli altri, la Fondazione Bussolera, diretta da Fabio Cei. Ma anche Marco Calamai, colonna della grande Annabella delle stagioni d'oro della pallacanestro pavese, è stato a Ponte Nizza in visita alle attività sportive della cascina. Poi Ellade Bandini, batterista dei gruppi mitici del rock italiano, ha suonato con i ragazzi della comunità che compongono l'Orchestra invisibile. Il gruppo ha suonato in Aula Magna all'Università di Pavia e ogni venerdì, a Cascina Rossago, è protagonista dei pomeriggi musicali. Qui Simona ha scoperto il suo talento nel creare musica. Qui lei e gli altri ospiti hanno scoperto il mondo oltre se stessi.