La sfida è fabbricare e vendere cultura

PAVIA Ripensare Pavia con una giornata di riflessioni e tavoli tematici per costruire un sistema integrato della cultura cittadina: il progetto Pavia in rete, a un anno e mezzo dal via, ha riunito una settantina di personalità pavesi per una giornata di confronto al Broletto. Cui nei prossimi mesi seguirà un altro momento di sintesi sui risultati raccolti. Ha aperto Susanna Zatti, direttrice dei musei civici, presentando alcuni risultati del progetto e spiegando che una parte dei fondi (700mila euro erogati dalla fondazione Cariplo) servirà a restaurare l'ultimo piano del Castello. Poi sui 6 tavoli ci si è confrontati per tre ore. L'assessore alla cultura Giacomo Galazzo ha chiuso i lavori ricordando lo spirito del progetto: «Fare rete per creare attraverso lo sviluppo di progettualità concrete una visione strategica della cultura come fattore di crescita economica per la città». Prima dell'intervento conclusivo, un portavoce per ogni gruppo di lavoro ha illustrato risultati e proposte. Giovani, Cultura e Università. «Ci sono luoghi come il Cravino molto frequentati ma che non costituiscono un reale polo di aggregazione. Bisogna estendere gli orari di fruizione di biblioteche e musei. Il trasporto serale è carente. In generale occorre conciliare la quotidianità dei giovani con i grandi eventi, evitando che diventino momenti di nicchia per alcune micro-comunità. Lo sviluppo di un pacchetti di incentivi mirato per studenti fuorisede ed Erasmus sarebbe finalizzato alla promozione della città anche verso le famiglie di chi trascorre a Pavia un periodo di studi, rimanendo poi legato alla città» riassume Gaspare Militello, studente di Economia. La cultura dell'ospitalità. Grazia Bruttocao, portavoce del rettore, ha ricordato che «i turisti chiedono organizzazione, strutture ed eventi che li accolgano. Servono promozioni, adeguamento degli orari delle strutture e diffusione di informazioni in più lingue. Mancano dati univoci sui flussi di turismo e sulle direttrici, la formazione del personale è carente. Occorre uno studio di realtà analoghe per potenziare il sistema Pavia. Pensiamo a un "Albergo diffuso": una struttura pubblica che faccia rete coordinando i centri ricettivi. E per Pavia serve un centro di promozione a Milano». Commercio e Cultura. «Il turista deve trovare presso il commerciante le informazioni per scoprire la città. L'operatore commerciale diventi operatore turistico. Occorre un miglioramento dell'arredo urbano, soprattutto in termini di posti dove sedersi e segnaletica. I negozi potrebbero ospitare mostre ed eventi, anche in condivisione», ha detto il Andrea Grisi della libreria Il Delfino. I luoghi della cultura. Marco Morandotti (Unipv) individua le priorità: «Identificare gli asset su cui puntare, partendo dal Castello e dal Broletto che deve diventare un luogo aperto come i cortili dell'ateneo. Potenziamo l'associazione "Pavia città dei saperi", rendendola una realtà di coordinamento». La città dei bambini. «Dobbiamo partire dall'esperienza del Bambinfestival per creare una regia istituzionale operativa. Creiamo progetti che parlino di verticalità e autonomia dei ragazzi, con una comunicazione adatta ai destinatari. Gli spazi commerciali devono attrezzarsi per accogliere le famiglie, così come gli spazi pubblici», sintetizza Guido Affini dell'associazione Incipit. Comunicare la città. Antonia Mealli (Glueglue) esorta: «Realizziamo a livello di brand la visione di Pavia come città produttrice di cultura, anche attraverso la realizzazione di un grande evento che possa poi essere declinato in altre vesti lungo tutto l'anno. La comunicazione deve puntare ai giovani e alla classe creativa pavese, con strumenti adeguati». Riccardo Catenacci