Mille pagine col malaffare di Roma
di Maria Berlinguer wROMA Non sarà un commissario ma un regista, un capo coordinamento delle varie funzioni «sul modello dell'esperienza di Expo». Il governo fa una parziale retromarcia sull'ipotesi di commissariare il Giubileo, nominando il prefetto Franco Gabrielli per «aiutare» Ignazio Marino a gestire l'Anno Santo della Misericordia che porterà a Roma 25 milioni di pellegrini a partire dal prossimo 8 dicembre. E' il presidente del Pd, Matteo Orfini, commissario del partito a Roma, a confermare la notizia del coordinamento nel giorno in cui i dem provano a rilanciare l'immagine del partito in città con l'operazione «tesseramento pulito» prima di azzerare, come prevedere la relazione di Fabrizio Barca, i circoli in mano ai capibastone locale e con tesserati falsi. «Non c'è un commissariamento ma un coordinameno tra soggetti istituzionali su mobilità, sanità e sicurezza» spiega Orfini precisando che il modello di riferimento dovrà essere quello dell'Expo «nel quale la Prefettura coordinava un tavolo». Orfini aggiunge che al tavolo parteciperanno per le competenze specifiche sia il Comune che la Regione. Sul Giubileo la decisione finale sarà assunta solo dopo i ballottaggi, forse martedì prossimo in cdm, ma Matteo Renzi sembra aver optato per una soluzione più morbida verso il sindaco di Roma, assediato dalle opposizioni che continuano a chiederne le dimissioni dopo lo scandalo di Mafia Capitale. L'ipotesi del commissariamento del Comune per infiltrazioni mafiose resta in ogni caso in piedi. Martedì prossimo i tre ispettori della prefettura incaricati di indagare sull'amministrazione capitolina consegneranno proprio al prefetto Gabrielli il loro rapporto sulla situazione del Campidoglio. Dopo aver studiato a fondo il rapporto, un migliaio di pagine, con un focus su appalti e gare, il prefetto sentito il parere della procura e del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza avrà 45 giorni di tempo per decidere se proporre al ministero dell'Interno lo scioglimento del Comune. L'ultima parola spetterà però al governo. Nessuna indiscrezione trapela circa sulla relazione dei tre ispettori, nominati sei mesi fa dall'allora prefetto della Capitale, Pecoraro. Il prefetto Gabrielli ha però fatto sapere che si prenderà tutti i 45 giorni a disposizione per valutare le carte. La decisione finale dunque non dovrebbe arrivare prima di fine luglio. Chiedono con forza di azzerare il Comune in particolare i grillini. Lunedì il M5S tornerà a manifestare in piazza del Campidoglio per mandare a casa Marino. Auspica che non si arrivi allo scioglimento del Comune invece la presidente dell'Antimafia, Rosy Bindi secondo la quale la «legge sullo scioglimento del comune non è adatta alla Capitale». In difesa di Marino sempre più isolato anche nel Pd, scende in campo Pier Luigi Bersani. «Fa veramente male , sono certo anche a Marino, vedere quanta miseria umana, quanto malaffare ci sia attorno alle politiche sociali, uno spregio incredibile dal quale bisogna venir fuori, sono sicuro che Marino opererà per il meglio», dice Bersani. «Marino ha il dovere di andare in consisglio e spiegare come è potuto succedere e cosa intende fare», chiede Emma Bonino . ©RIPRODUZIONE RISERVATA