Tempi stretti per Azzollini Verdetto prima dell’estate
di Gabriele Rizzardi wROMA Il primo voto sull'arresto di Antonio Azzollini arriverà prima del previsto. Vista la delicatezza del caso e considerato che la commissione Bilancio, presieduta dal senatore indagato, è il crocevia dove passano le leggi più importanti, la Giunta per le Immunità del Senato ha fissato un percorso a tappe ravvicinate ed ha deciso di ascoltare Azzollini giovedì prossimo. L'obiettivo è quello di concludere i lavori il 24 giugno ma è possibile che una decisione venga presa anche prima. Il presidente della commissione Bilancio, sul quale pende l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, avrà modo di esporre la sua difesa. Poi, la parola passerà ai senatori della Giunta. Il loro lavoro non sarà facile né breve, visto che l'ordinanza con la richiesta di arresto è un faldone di 600 pagine. Il voto dell'Aula di palazzo Madma dovrebbe arrivare entro l'estate. Il Pd e i partiti delle opposizioni, tranne Forza Italia, hanno già fatto sapere di essere orientati a votare a favore dell'arresto. La decisione verrà presa dopo aver letto le carte ma già adesso in pochi pensano che ci sia "fumus persecutionis" nei confronti di Azzollini. Il senatore dell'Ncd rischia di finire dietro le sbarre ma questo non dovrebbe comportare brutte sorprese per il governo. Ad assicurarlo è Angelino Alfano «Il governo arriverà fino al 2018 proprio perché questo stillicidio, paradossalmente, potrà produrre il risultato di serrare le file della maggioranza» dice il ministro dell'Interno in una intervista al Corriere della Sera che gli consente di mettere la sordina alle minacce di qualche centrista su una possibile uscita dal governo. «Perché strumentalizzare politicamente una questione che attiene alla libertà di una persona?». Dunque, niente crisi? «Non vanno mischiati piani che sono distinti e separati. Il governo ha preso degli impegni e deve risponderne al paese» puntualizza . A non credere al fumus persecutionis è anche il capogruppo dei senatori Ncd, Renato Schifani, che invita a non fare come Berlusconi: «Politicizzare le vicende giudiziarie è stato un atteggiamento che non gli ha giovato. Noi dobbiamo difenderci nei processi e non dai processi». A ricordare che chi è indagato ancora non ha un giudizio finale è invece Gaetano Quagliariello, che questa volta evita di andare allo scontro con il Pd e si limita a ricordare che «le regole devono valere per tutti». Maurizio Lupi, che si è dimesso da ministro senza aver ricevuto neppure un avviso di garanzia, si dice comunque pronto a votare sì: «Io sono garantista ma se ci fossero le condizioni per l'arresto, voterei per l'arresto». Chi non ha dubbi è Alessandro di Battista (M5S): « Azzollini deve essere arestato al più presto». A rendere ancora più amara la giornata di Antonio Azzollini ieri è stata una telefonata organizzata dalla redazione de La Zanzara (Radio 24) con un finto papa Francesco. «Le chiedo scusa se disturbo» dice il falso Bergoglio. «No, no, non disturba. Sono solo molto emozionato, le chiedo scusa io...» sibila Azzollini, che poco dopo scoppia in lacrime. «La chiamo solo per le frasi che lei avrebbe detto a suor Marcella... ("Da oggi comando io se non vi p... in bocca")» aggiunge il falso Papa. A quel punto, Azzollini parte con una accorata difesa d'ufficio: «Santo Padre, non ho mai detto ma nemmeno pensato di dirlo. Mai, mai... ho detto certe cose. I miei rapporti con suor Marcella sono straordinari, come con tutte le suore...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA