«Non incendiò la casa della ex»
PAVIA Per l'incendio che il 20 dicembre del 2009 ha devastato la casa della ex fidanzata, in via Trovamala a Fossarmato, è a giudizio Michele Salvaneschi, 45 anni, di Pavia. La Procura ha chiesto la sua condanna a due anni e otto mesi. Ma ieri il suo difensore, l'avvocato Barbara Bertoni, ha ricostruito nel dettaglio i movimenti e la tempistica del suo assistito in quel giorno di inverno in cui le fiamme bruciarono la camera da letto dell'ex fidanzata (costituita parte civile con l'avvocato Marco Sangalli) e il fumo causo la morte del cagnolino della donna. Secondo il difensore Salvaneschi non avrebbe potuto essere presente in via Trovamala nell'ora in cui si presume sia stato appiccato l'incendio, e cioè tra le 17 e le 20.30. Alle 19.30 una vicina ha sentito il rumore di vetri infranti e ha notato due uomini nei dintorni della casa. Sono stati sentiti in aula, dal giudice Luigi Riganti, anche altri testimoni. E in particolare, ha ricordato la difesa, un amico sostiene di essere stato con lui in casa a Vistarino almeno fino alle 18. Alle 19.30 Salvaneschi era a Pavia ma il suo telefono ha agganciato la cella di via Carati, quando è entrato al Bingo e vi è rimasto fino alle 23. Non solo: secondo la difesa non c'è prova che l'incendio sia stato davvero doloso perchè non sarebbe stato eseguito alcun accertamento scientifico. Nè sarebbe stato chiarito, nel corso delle indagini, il punto da cui sono scaturite le fiamme. Si torna in aula il 21 luglio per la sentenza. (m.g.p.)