Un prestito di mille euro a chi si trova in difficoltà

BEREGUARDO La somma complessiva che il Comune metterà a bilancio per aiutare, attraverso il meccanismo del Prestito d'onore, chi si trova in difficoltà economica, non è ancora stata definita. Ma l'approvazione del regolamento che stabilisce i criteri per accedervi rappresenta un segnale chiaro che arriva dall'amministrazione Battagin: il Comune è pronto ad aiutare chi è in crisi. E non offre solo sostegni a fondo perduto. Presta denaro che poi andrà restituito. E' questa la sfida degli amministratori comunali, investire sulla persona, puntare sulle sue potenzialità, non toglierle dignità. E così sindaco e assessori propongono il meccanismo del Prestito d'onore, mettendo a disposizione 1000 euro, a tasso zero, da restituire in 24 mesi, per ciascun residente che ne farà domanda. La stessa cifra stanziata da Borgarello, un terzo rispetto al finanziamento di 3mila euro dato da Giussago. Il sindaco Roberto Battagin spiega che il meccanismo prevede «l'erogazione di prestiti a tasso zero a favore di nuclei familiari e persone che non siano in grado di accedere al normale sistema creditizio per risolvere problemi economici temporanei». «Sarà un progetto personalizzato per raggiungere obiettivi ben identificati – precisa - e va posto in essere in situazioni di momentaneo bisogno, è uno strumento alternativo a quello del sostegno economico». Di certo rappresenta uno sforzo importante per un Comune di circa 2700 abitanti. «Ma è fondamentale aiutare chi si trova in temporaneo stato di bisogno ed aver fiducia nelle persone, perché il meccanismo prevede la restituzione del denaro da parte di chi lo riceve» sottolinea il sindaco che punta l'indice sul «circuito virtuoso che inevitabilmente si andrà ad innescare». Insomma da parte del Comune è una sorta di microcredito dato anche a chi si è sentito dire "no" dalla banca, in tempi di stretta creditizia. «La somma restituita consentirà di garantire ad altri lo stesso sostegno – spiega l'amministrazione -. Perché se è bello essere aiutati, ancora più bello è aiutare, mettendosi nelle condizioni di assicurare le stesse opportunità a chi sta passando un brutto momento. In una società più coesa, forme di mutuo soccorso nascono spontanee, il nostro compito è quello di stimolarle». Purtroppo, ammette Battagin, è in continuo aumento il numero delle persone che vengono a bussare alla porta del municipio. «E poi – aggiunge – ci sono anche coloro che provano vergogna e non chiedono nessuno aiuto, ma dobbiamo raggiungerli e aiutarli. Stiamo verificando con il Piano di zona le situazioni di bisogno e gli uffici stanno facendo i conti. Certo le risorse sono poche e quello che si utilizza nel sociale, non potrà venire utilizzato per altri interventi, si tratta di scelte politiche». Stefania Prato