Condannata a 14 anni la coppia diabolica
MILANO Sono passati poco più di cinque mesi da quella sera del 28 dicembre scorso, quando Pietro Barbini, studente di Economia a Boston, venne sfigurato con dell'acido muriatico a Milano. Ed è già arrivata la sentenza di condanna in primo grado nei confronti dei presunti responsabili di quella terribile aggressione che ha costretto il 23enne a subire finora ben 14 interventi chirurgici al volto. A 14 anni di carcere ciascuno sono stati condannati ieri il broker Alexander Boettcher e l'amante Martina Levato, bocconiana ed ex compagna di liceo di Pietro. In questi cinque mesi, tra l'altro, si sono susseguiti i colpi di scena, a partire dall'arresto qualche settimana dopo del presunto complice della "coppia diabolica", il bancario e compagno di palestra di Boettcher, Andrea Magnani, fino ad una nuova ordinanza di custodia, richiesta dal pm Marcello Musso, a carico dei tre giovani, accusati di una serie di altri blitz a colpi di acido. Sorprese che non sono mancate nemmeno ieri, prima che i giudici della nona sezione penale entrassero in camera di consiglio. Martina, incinta all'ottavo mese (aspetta un figlio da Alex), ha voluto essere in aula, anche se solo per mezz'ora, per fare quel che non aveva mai fatto, malgrado la confessione resa già nel primo verbale: chiedere «scusa» a Pietro. «Sono dispiaciuta - ha detto - per quello che ho fatto e per il dolore che ho causato».Ma le scuse non sono bastate ai giudici che li hanno condannati senza attenuanti a 14 anni, a 3 anni di libertà vigiliata a pena espiata e a versare un milione di euro di provvisionale a Pietro e 100mila euro ai suoi genitori.