I consumi di nuovo in ripresa

di Andrea Di Stefano wROMA Finalmente anche il commercio vede la ripresa. Con molti elementi di rischio, una distanza abissale per recuperare i livelli del 2007 ma i consumi migliorano, con una crescita congiunturale ad aprile dello 0,5%, la più elevata degli ultimi due anni, secondo l'indicatore di Confcommercio che ieri ha tenuto ad Expo la sua assemblea annuale. L'incremento tendenziale è dello 0,8% (+0,4% a marzo) e deriva da un aumento della domanda sia di servizi (+0,6%) sia di beni (+0,4%). Relativamente alle singole macro-aree di spesa, le variazioni positive hanno riguardato soprattutto i beni e i servizi per la mobilità (+2,5%), gli alberghi, i pasti e i consumi fuori casa (+0,9%) e i beni e i servizi per le comunicazioni (+0,6%). Modesto, invece, l'incremento dei beni e servizi per la cura della persona (+0,1%). Stabile, rispetto a marzo, la domanda di alimentari, bevande e tabacchi e quella dei beni e servizi per la casa. In lieve calo la spesa per abbigliamento e calzature (-0,2%), in linea con il mese precedente. Alcuni segni positivi, quindi, ma, avverte l'Ufficio studi Confcommercio, agli attuali tassi di crescita di pil, consumi e reddito disponibile, saranno necessari ben 15 anni (cioè il 2027) per tornare ai livelli di pil pro capite del 2007. La spesa delle famiglie potrebbe rivedere i livelli del 2007 nel 2030 e il reddito disponibile nel 2034. Ma quali sono le previsioni a bocce ferme? Confcommercio vede il pil di quest'anno in crescita dell'1,1% (molto più ottimistica della previsione del governo di +0,7%) e i consumi dell'1,2%. Lieve, secondo l'Ufficio studi della confederazione dei commercianti, l'accelerazione nel 2016 quando il pil crescerà dell'1,4% e i consumi dell'1%. «La ripresa c'è, ma restano dubbi sulla sua intensità», segnala Confcommercio, citando i «nuovi elementi di incertezza» a maggio e i cali della fiducia di famiglie (-2,1%) e delle imprese (-0,1%). Ai commercianti si è rivolto il presidente sottolineando che «si tratta di segnali iniziali che appaiono incoraggianti e di straordinaria valenza dopo i lunghi anni segnati dalla crisi e che inducono a moltiplicare gli sforzi per approfondire il percorso delle riforme, indispensabili per ammodernare l'Italia, incrementare la produttività, aumentare l'occupazione, soprattutto giovanile, ridurre il preoccupante divario fra il centro nord e il sud del Paese». Proprio quest'anno la Confcommercio compie 70 anni e «la sfida è giocare in attacco i prossimi 70 anni e dimostrare giorno dopo giorno che siamo il terziario ma non siamo secondi a nessuno». Per Sangalli con il jobs act «il governo è andato finora nella giusta direzione. Sul costo del lavoro ci aspettiamo dei ribassi, non solo dei rialzi». «Sul tema del lavoro - prosegue - è tempo di semplificazione delle norme, e di tutti quegli adempimenti e quei controlli eccessivi». Per trasformare la ripresa in crescita, afferma Sangalli, è però necessario intervenire sulla spesa pubblica. Questa, aggiunge Sangalli, «non è solo troppo alta, ma è anche mal distribuita», serve una «lotta alle inefficienze, costante negli anni e nelle intenzioni e la ridefinizione del perimetro della spesa pubblica». ©RIPRODUZIONE RISERVATA