Costo zero e giuste calorie
di Ludovico Fraia Una volta si chiamava, con parola difficile, entomofagia, che vuol dire semplicemente "attitudine a mangiare insetti". Tutti noi l'abbiamo visto fare ai bambini, agli animali domestici, a qualche adulto per scommessa. In realtà riuscire a sopravvivere nutrendosi anche di insetti è una delle scommesse del nostro futuro. Può non piacerci, ma è così. Lo dicono gli esperti dell'alimentazione. In un mondo dove l'immagine ha stravinto, spesso a spese della verità, del credibile, del giusto e perfino del logico è difficile pensare che qualcuno abbia il coraggio di proporre di mangiare al ristorante una polpetta di vermi come trionfo del successo e del benessere. «Chiacchiere – dirà qualcuno – le solite fandonie degli ecologisti estremi». Invece no, non è così. Un fatto? Il Belgio è il primo Paese europeo ad aver promosso e autorizzato il commercio di insetti. Per la verità all'Expo, i belgi ci sono andati con i piedi di piombo, per evitare pericolosi boomerang, dovendo reclamizzare il loro prestigioso cioccolato e le loro ricercatissime birre. La partecipazione del Belgio, infatti, è incentrata «sulla sostenibilità ambientale, l'innovazione tecnologica e l'identità nazionale». Il Padiglione? Ecosostenibile, ideale per la pianificazione urbana, in una città «responsabile, vivave e interattiva». All'interno del padiglione, però, i belgi reclamizzano «i più sorprendenti ritrovati scientifici e tecnici atti ad affrontare la sfida alimentare, come i metodi alternativi di produzione alimentare, l'acquaponica, l'idroponica, la coltura d'insetti e alghe». Ma perché tanto interesse per gli insetti? Costano praticamente niente e danno il beneficio calorico giusto. E non basta: non distruggono risorse preziose e sempre più rare, come per esempio l'acqua. La base del ragionamento "esplosivo" che fanno gli ormai molti fautori di questo tipo di alimentazione è basato, appunto, sul consumo di acqua necessario per la produzione. Perché l'acqua – si tratta di acqua dolce, ovviamente – è preziosa e costa. Qualche cifra fornita dagli specialisti di Water footprint network: per produrre un chilo di carne di manzo occorrono dai 15 ai 22mila litri d'acqua. Per produrre un chilo di carne suina seimila litri, di pollo 4.300 litri. Perfino il tè verde richiede 8mila 860 litri d'acqua. Un chilo di riso 2.500 litri. Perfino una mela richiede 125 litri. Ebbene quanto costa, in acqua, un chilo di grilli: un solo litro. Si dirà perché l'acqua è così importante, visto che c'è sempre stata? Perché non sappiamo in una terra con nove miliardi di abitanti ce ne sarà sempre così tanta, quanto costerà, che tipo di conflitti potrebbe scatenare. Insomma, è un problema reale e gli insetti – ci piaccia o no – ci offrono da soli una soluzione perfetta, a portata di mano. Un particolare relativo alla preparazione dell'Expo è molto significativo. Silvio Borrello, direttore generale dell'ufficio Sanità animale del ministero della Salute, si è dovuto occupare di fornire all'Expo la piattaforma giuridica internazionale per i cibi consentiti. Lo Zimbawe ha insistito per carni di coccodrillo, altri per gli insetti. Ma nessuno per la carne, cui tutti sono stati contrari, per varie ragioni. La rivoluzione, dunque, è appena cominciata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA