«Taglio ai bus, un danno per la scuola»
di Anna Ghezzi wPAVIA Niente bus per studenti al sabato, dopo l'annuncio dell'assessore provinciale Paolo Gramigna ai presidi, motivato con i 356mila euro di tagli regionali, Sel insorge. «Ancora una volta giunta e assessori provinciali intervengono pesantemente a compromettere l'autonomia didattica e organizzativa della scuole pavesi con minacce di soppressioni e tagli sempre e solo indirizzati al mondo della scuola e con un accanimento ossessivo sulle lezioni del sabato – spiega Marcello Modini, coordinatore provinciale di Sel – Le scuse sono sempre le stesse: risparmio e contenimento della spesa, ma non hanno fornito nessuna vera cifra che confermi la reale efficacia di questa chiusura al sabato. Inoltre a livello nazionale Renzi con tanto di lavagnette e gessetti colorati dice che le scuole devono essere libere di organizzarsi la loro attività come meglio credono, modificando il calendario scolastico, con aperture anche pomeridiane ed estive, e invece a Pavia il Pd impone a tutte le scuole di restare aperte solo 5 giorni e nei giorni ed orari che stabilisce la giunta provinciale». Sel Pavia anche l'anno scorso era scesa in campo al fianco di studenti e dei presidi che chiedevano di mantenere la didattica sui sei giorni. Si era espresso in maniera fortemente critica l'ex assessore al bilancio Franco Osculati e lo stesso il consigliere Ezio Stella. «Ricordiamo che la definizione del calendario scolastico è di competenza esclusiva delle istituzioni scolastiche – spiegano in una nota i componenti del gruppo Scuola di Sel – in base alle esigenze didattiche e culturali della rispettiva popolazione studentesca. I servizi pubblici si devono adeguare alle scelte educative e organizzative delle scuole, e non viceversa. Riteniamo che se proprio bisogna tagliare sui trasporti, si possa intervenire su altre corse o altre linee, considerando che specie al pomeriggio si vedono ovunque passare corriere vuote o con pochissimi passeggeri». Sel chiede che venga fatta una reale consultazione fra studenti e docenti per valutare come sia andata quest'anno, soprattutto in termini di efficacia didattica, negli istituti che hanno adottato la settimana corta, e che tali risultati siano resi pubblici. Ma gli effetti dei tagli continuano a farsi sentire. Dieci giorni fa l'amministrazione provinciale ha avvisato le scuole che domani non ci saranno i pullman per studenti, ma solo il servizio pendolari. Il motivo? Molte scuole fanno il ponte del 2 Giugno. Ma non tutte. «Secondo i dati a disposizione degli uffici le corse che abbiamo mantenuto dovrebbero essere sufficienti», dice Gramigna. Eppure il calendario scolastico si stabilisce a settembre, e si sapeva che alcune scuole, come l'Itis Cardano, l'1 giugno avrebbero fatto lezione. «Vero che il calendario scolastico si fa a settembre – dice Gramigna – ma la Regione a dicembre ci ha tagliato 356mila euro e comunque abbiamo mantenuto un servizio dignitoso fino alla fine dell'anno. Per il 1 giugno dobbiamo anche pensare che garantire tutti i pullman, quando non servono, sarebbe uno spreco di soldi pubblici». Ma che senso ha continuare ad amministrare se non ci sono i soldi per garantire i servizi? Gramigna risponde: «Se non ci fosse l'amministrazione provinciale non ci sarebbe nemmeo la programmazione che ha consentito di garantire i bus tutto l'anno con pochi disagi. Se ci fosse un commissario, o la provincia andasse in default, non ci sarebbe più nemmeno quello che con fatica siamo riusciti a garantire. Per questo ritengo di dovermi prendere questa responsabilità».