Lezione di regole per due alunni sospesi
di Fabrizio Merli w PAVIA Punire un alunno che trasgredisca le regole è giusto. Fare in modo che la punizione lasci un insegnamento, oltre ad essere giusto è anche utile. Con questo spirito, alla scuola media Leonardo da Vinci, la sospensione di un giorno per due tredicenni è stata "commutata" in una giornata di lezioni sulle regole e sul loro rispetto. E a illustrare la materia sono stati chiamati un avvocato e un ex arbitro di serie A, Lorenzo Branzoni, governatore dell'area 2 della Lombardia per il Panathlon. L'iniziativa è nata su impulso della mamma di uno dei due ragazzi puniti. I due giovani frequentano la terza media e pare siano abbastanza "vivaci". La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una discussione con un'insegnante. Un battibecco nel quale sarebbero volate parole decisamente pesanti, e anche una bestemmia. Di qui la convocazione, per la terza volta, del consiglio di classe e la proposta di punire i ragazzi con un giorno di sospensione. «È stata la madre di uno dei ragazzi – racconta Maria Teresa Ferrari, una professoressa – a suggerire che la punizione avesse anche un risvolto formativo. Senza limitarsi, quindi, a far saltare loro un giorno di scuola, ma utilizzando lo stesso giorno per spiegare il significato della punizione». E ieri mattina, per i due studenti, è stata la giornata della riflessione. Alle 10, in classe, è arrivata l'avvocatessa Silvia Farinetti. Il legale ha spiegato come la convivenza civile sia basata su un "patto" implicito, che vincola tutti a rispettare delle regole di comportamento. Subito dopo è toccato a due esponenti del Panathlon, associazione internazionale che ha come scopo «l'affermazione dell'ideale sportivo e dei suoi valori morali e culturali, quale strumento di formazione ed elevazione della persona e di solidarietà tra gli uomini e i popoli». Parole complesse che Antonio Maggi e Lorenzo Branzoni hanno cercato di tradurre in concetti semplici. Utilizzando la metafora dello sport per fare capire che seguire le regole consente a tutti di "partecipare al gioco" e, magari, di vincere. Durante gli interventi del legale e dei due esponenti del Panathlon, in classe erano presenti due insegnanti di sostegno, visto che per legge non è possibile lasciare i ragazzi da soli con degli estranei. Il percorso, tuttavia, non è terminato. «Per venerdì (domani per chi legge ndr) – aggiunge la professoressa Ferrari – è stato organizzato un incontro con uno psicologo, Stefano Rossi, che, all'oratorio del Carmine, incontrerà genitori e insegnanti per spiegare le dinamiche degli adolescenti». Insomma, da un evento negativo come il comportamento dei ragazzi, si è cercato di trarre qualcosa di positivo, un modo per entrare in contatto con loro e dialogare. «Iniziative come questa sono molto positive – dice la dirigente scolastica, Daniela Buzio – anche perchè si lavora insieme ai genitori. L'idea di sostituire le giornate di sospensione con momenti formativi è prevista dallo Statuto delle studentesse e degli studenti del ministro Giuseppe Fioroni. Questa legge prevede che il consiglio di classe si riunisca e decida provvedimenti più utili rispetto al semplice allontanamento dalle lezioni. Purtroppo, per varie ragioni, non sempre questa norma è attuabile. Ed è un peccato, perchè è importante che i ragazzi capiscano il motivo per cui devono comportarsi in maniera adeguata». Nel caso della media Leonardo da Vinci, questa forma alternativa alla sanzione è stata possibile grazie alla collaborazione volontaria di una professionista e dell'associazione che propugna i valori dello sport. Difficile dire se i due tredicenni cambieranno o meno il loro atteggiamento. Di certo, la scuola ha fornito loro uno strumento in più. La possibilità di capire perchè scegliere il rispetto delle regole.