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di Paolo Fizzarotti wRETORBIDO Ora fanno tutti pressione sulla Regione Lombardia, al grido di «Quest'impianto non s'ha da fare». Il nodo del contendere è l'impianto di pirolisi per il trattamento degli pneumatici usati, che una società vorrebbe costruire a Retorbido. Domenica scorsa più di 4000 cittadini hanno manifestato contro il progetto. Da più parti si è detto che gli enti locali inizialmente erano favorevoli alla costruzione, ora tutti prendono le distanze. «La Provincia di Pavia è stata sempre contraria - spiegano fonti dell'ente di piazza Italia - Abbiamo espresso parere sfavorevole all'impianto con delibera del 24 febbraio 2015, confermato con delibera di giunta del 18 maggio. E' inoltre agli atti il verbale della conferenza di servizio del 3 marzo: si dichiara che viene dato parere sfavorevole all'impianto, sulla base delle numerose criticità progettuali, localizzative e per incompletezza documentale. Il progetto va nella direzione diametralmente opposta alla politica territoriale portata avanti dalla provincia di Pavia per l'Oltrepo. Nè c'è stato alcun incontro tra la Provincia e la società interessata». Ribadisce la sua contrarietà il Comune di Retorbido. «Quando i rappresentanti della società sono venuti per la prima volta in Comune - spiega il sindaco Isabella Cebrelli - non si sono soffermati sulla descrizione dell'impianto ma hanno parlato del recupero di un'area in fase di dismissione (area Laterlite) con «un impianto innovativo ad energia sostenibile in green economy» sostenuto da Legambiente. Si tratta invece di realizzare «un'industria insalubre di prima classe e industria a rischio di incidente rilevante» come abbiamo successivamente scoperto con l'esame del progetto presentato ufficialmente dalla ditta solo il 3 novembre 2014. Si è mobilitato anche il senatore Gian Marco Centinaio, per chiedere un incontro con l'assessore regionale all'ambiente Claudia Maria Terzi: verrà fissato nei prossimi giorni. «La Lega è assolutamente contraria all'impianto» spiega Centinaio. Giuseppe Villani, del gruppo consiliare Pd al Pirellone, ha scritto al presidente Maroni. Nella lettera ha invitato gli amministratori a uscire dal ruolo istituzionale e a valutare il caso «con l'occhio del cittadino». «L'impianto - ha spiegato Villani - rappresenta un'assurdità per un territorio unico nel suo genere che ha ben altre vocazioni: turismo, agricoltura, difesa dell'ambiente». Nel fronte del no c'è anche Marco Dapiaggi, consigliere comunale a Codevilla. «Ora la parola è ai tecnici della Regione, che dovranno firmare o non firmare l'autorizzazione - spiega - Stanno esaminando la documentazione tecnica, per verificare se i dati inseriti nella richiesta di autorizzazione sono attendibili. Ribadiamo che si tratta di un impianto assolutamente sperimentale: nessuno oggi può sapere se è sicuro o no».