Corruzione nella Fifa Retata con sette arresti

di Andrea Visconti wNEW YORK Sette arresti e 15 incriminazioni ai vertici della Fifa fra i massimi dirigenti del calcio mondiale. Un lungo elenco di capi d'imputazione che comprendono corruzione, ricilaggio di denaro e frode. Tra di loro non c'è il discusso presidente Sepp Blatter, che è stato indagato, «ma per ora non è incriminato» hanno specificato gli investigatori. L'annuncio è stato fatto ieri a New York dal ministro della giustizia Usa Loretta Lynch poche ore dopo gli arresti avvenuti in Svizzera. Nel lussuoso albergo a 5 stelle Baur au Lac di Zurigo era in corso una riunione dei vertici mondiali del calcio, riuniti in vista della rielezione del presidente uscente Joseph Blatter. Sedici agenti dell'Fbi in borghese sono entrati nella lobby del grand hotel, si sono diretti verso la reception e dopo un breve scambio con il personale si sono dispersi su vari piani dell'albergo. Nel giro di breve sono riemersi scortando nomi grossi del calcio. Il britannico Jeffrey Webb, vice-presidente Fifa nonché capo della Concacaf (regione sudamericana); I due responsabili dello sviluppo Fifa Eduardo Li e Julio Rocha. E ancora Eugenio Figueredo e Rafael Esquivel, rispettivamente videpresidente Fifa e presidente della Federcalcio in Venezuela. E per finire Josè Maria Marin, capo fino ad aprile della Federazione Calcio brasiliana. Niente manette ai polsi, niente caos. Con grande calma gli agenti federali statunitensi hanno condotto i sette arrestati verso l'uscita. Ma poche ore dopo da Brooklyn è emersa la verità su quegli arresti. Accuse pensantissime. «Quarantasette capi d'imputazione», ha detto il ministro della giustizia Lynch spiegando che si tratta di uno scandalo iniziato nel 1991, oltre 20 anni di marciume «che riguarda due generazioni di dirigenti del calcio». «Sono proprio loro che ci aspettavamo che facessero rispettare le leggi che servono a mantenere onestà e integrità nel mondo calcistico», ha detto il massimo esponente della giustizia americana. «Invece hanno corrotto questo business per i propri interessi e per arricchirsi personalmente». Ci sono di mezzo cifre enormi. Il mistero della giustizia parla di 150 milioni di dollari, tale sarebbe la somma usata per corrompere dirigenti al fine di aggiudicarsi diritti di teletrasmissione dei giochi e grandi accordi per il marketing dei campionati mondiali. Ma sul tavolo marcio ci sarebbero anche 10 milioni di dollari pagati dal governo sudafricano all'ex vicepresidente Fifa Jack Warner per aggiudicarsi i mondiali del 2010 Erano anni che l'Fbi indigava la Fifa ma la Federazione Internazionale del Football aveva ripetutamente respinto le accuse. In particolare era in corso una lunga inchiesta relativa all'assegnazione dei Mondiali alla Russia nel 2018 e al Qatar nel 2022. Inchiesta dell'Fbi ma parallelamente anche le autorità svizzere avevano aperto un'inchiesta tanto che avevano perquisito la sede di Zurigo della Fifa. Oltre agli arrestati di mercoledì ci sono altri sette indagati, compreso Jack Warner che è membro del comitato esecutivo e Aaron Davidson, presidente della Traffic Sports Usa, e 11 dirigenti sospesi in via cautelativa. È ovvio aspettarsi che il ciclone giudiziario sia sono all'inizio. Nel mirino del dipartitmento di giustizia anche il paraguaiano Nicolas Lenz che fino al 2013 era stato presidente della Conmebol per oltre venticinque anni. Indagini in corso su altri sudamericani fra cui gli argentini Alejandro Burzaco e Hugo e Mariano Jinkis, rispettivamente massimo azionista di Torneos e Campetencias e responsabili del Full Play Group, aziende argentine di marketing sportivo. Il coinvolgimento degli Usa viene dal fatto che il riciclaggio è avvenuto ricorrendo a banche Usa. «Siamo decisi a eliminare dal mondo del calcio la corruzione». ha concluso il ministro Lynch. ©RIPRODUZIONE RISERVATA