Un italiano su tre ce l’ha alta ma molti ancora non lo sanno
di Maria Paola Salmi I motivi dell'urgenza ci sono tutti perché in Italia gli ipertesi sono quasi 18 milioni, il 30 per cento della popolazione adulta; un over 65 su due ha la pressione alta e dopo i 75 anni ne soffrono due persone su tre; i numeri sono in crescita costante in tutti i paesi e si abbassa l'età d'insorgenza del problema che sempre più coinvolge giovani adulti e persino i bambini complice lo stile di vita scorretto; l'ipertensione resta la prima causa di infarto, ictus e scompenso cardiaco. E molti di quelli che ne soffrono non lo sanno. Ecco perché la Società italiana ipertensione arteriosa (Siia) invita la gente a occuparsi della propria pressione. «Occorre guardare alla pressione alta come un'opportunità per prevenire e curare le gravi malattie che ne conseguono – dice Massimo Volpe, direttore del Dipartimento di cardiologia dell'ospedale Sant'Andrea di Roma – ma, soprattutto, dovremmo riuscire a sfatare il pericoloso luogo comune secondo il quale avere valori elevati di pressione arteriosa non è poi così grave e in fondo non dà sintomi; ricordiamo che più tempo passa più diventa difficile curarla». Che fare? Misurare almeno una volta l'anno la pressione del sangue a cominciare dai 30-40 anni, anche se non si è ipertesi, è la principale raccomandazione degli esperti. L'atto di misurazione è semplice, veloce e dovrebbe essere obbligatorio ogni volta che si va dal proprio medico per un qualunque motivo. Poi se si fa da soli è meglio ancora. L'automisurazione è ormai piuttosto diffusa tra gli ipertesi ma non nella popolazione generale. «Invece alla stregua del termometro che ogni famiglia possiede, anche lo strumento per misurare la pressione, quello che, con brutto ma inevitabile termine, si definisce sfigmomanometro a bracciale, cioè lo strumento di misurazione, deve essere sempre presente in ogni casa», osserva il professor Volpe. Del resto, la sostanza del problema è molto semplice: quel che conta è scoprire prima possibile di avere la pressione alta – almeno il 40 per cento della popolazione non lo sa – e, in seconda battuta, correre ai rimedi iniziando immediatamente un trattamento adeguato. In che consiste? Prima di tutto nel cambiare comportamenti e stili di vita errati. Le strategie da mettere in atto, del resto, sono molteplici e legate tra loro: non fumare, mettersi a dieta, camminare, consumare meno sale, o prendere farmaci. Quel che conta è misurarla e abbassare i valori. E ricordarsi sempre che, se si smette di curarla, la pressione risale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA