Famiglia sfrattata, tensione a Sale

SALE Lo sfratto esecutivo per una famiglia originaria del Marocco, residente a Sale, è stato rinviato di un mese. Il marito socio lavoratore di una cooperativa lombarda (sospeso da sei mesi) e una moglie invalida, costretta a letto per malattia, dovevano essere sfrattati domani, con la certezza di trovarsi in mezzo ad una strada. Durante l'ultimo tentativo di sfratto, avvenuto ad aprile, erano stati mobilitati, oltre all'ufficiale giudiziario, quattro carabinieri della stazione di Sale e due vigili urbani. L'avvocato della proprietà, in quell'occasione aveva chiamato un medico che era entrato nell'alloggio dell'inquilino, per verificare se la donna era davvero invalida. A sostenere i coniugi c'è il Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia «Migranti e solidali insieme». «A Sale, in base a quanto ci risulta, ci sono due alloggi di edilizia economica popolare sfitti da oltre un anno – dichiarano alcuni componenti del Presidio - Perchè non vengono assegnati per i casi di emergenza? Perché di un piccolo problema si vuol crearne uno grande, in una tranquilla comunità di poche migliaia di abitanti? Il problema dello sfratto è diventato di ordinaria amministrazione nei nostri territori della Bassa Valle Scrivia: vittime soprattutto i disoccupati e i migranti, che non riescono a far fronte alle spese delle utenze o dell'affitto. Nessuno deve essere messo in mezzo ad una strada. Sì, al passaggio da casa a casa». Il Presidio, grazie anche all'aiuto di avvocati, da alcuni anni sostiene le famiglie di migranti che spesso vengono sottopagate per il lavoro svolto nei campi agricoli del territorio. Questa è solo l'ennesima situazione critica che vivono diversi stranieri. Il Comune di Sale, più volte investito dalla vicenda, ha registrato la richiesta del capo famiglia marocchino per un alloggio in emergenza abitativa. Paola Dellagiovanna