La chitarra magica di Sandro Gibellini e il racconto del jazz

di Filiberto Mayda wVOGHERA E' uno dei chitarristi che ha segnato, non solo in Italia, la storia del jazz "tradizionale", delle grandi ballad, dello swing e di un linguaggio musicale ricercato ma amabile da ascoltare. Sandro Gibellini, già ospite di Voghera circa un mesi fa - quando ha suonato con alcuni musicisti locali e ha tenuto un affollato stage - torna domani sera (ore 21. 30 al circolo "Lo Stanzone" di via XX Settembre) con il suo ultimo progetto. Si tratta di un trio non del tutto usuale, perché vedrà sul palco due chitarristi e una voce femminile. Alle sei corde ci saranno ovviamente lo stesso Gibellini e Marco Poli per accompagnare una giovane cantante, Adele Guglielmi. E', questo, l'ultimo progetto di Gibellini, che in qualche modo strizza l'occhio ad un jazz che fa parte indubbiamente del bagaglio di qualsiasi musicista voglia calcare un palco, ma che è anche, per usare un termine chiaro anche davvero limitativo, "ascoltabile". Il trio, in questa serata da non perdere, propone infatti un repertorio di classici del jazz tratti dal Great American Songbook. Omaggiando grandi compositori come Porter e Berlin, attingendo dai musicals degli anni ‘20 e '30, si inoltra in un racconto di note della prima era del jazz, forse - sotto il profilo dei temi - la più feconda. Con raffinato buon gusto, i musicisti riporteranno alla luce le canzoni meno conosciute, frugando nel repertorio di interpreti intramontabili come Billie Holiday, Fred Astaire, Frank Sinatra e Peggie Lee. Per Gibellini, che ha suonato - solo per citare alcuni mostri sacri del jazz - con Gerry Mulligan, Lee Konitz, Kenny Baron e, tra gli italiani, con Gianni Basso, Enrico Rava, quello di domani sera è un ritorno speciale in una città che ha sempre risposto alle sue proposte.