Merck, buonuscita accettata da 27 Si cercano altri due dimissionari

«Il fondo incentivi del Comune ad oggi è stato costituito in forma provvisoria». Così l'assessore al Personale Angela Gregorini replica all'allarme lanciato dal segretario Uil enti locali Maurizio Poggi che vede il fondo ridotto a 254mila euro (la metà delle risorse distribuite nel 2013) e teme che a fine anno ci sia ben poco da distribuire come incentivi ai dipendenti del Comune (nella foto). «Non sono ancora stati inseriti i residui dello scorso anno e l'ex risorse variabili è sempre stato messo a fine anno perchè per inserirlo bisogna rispettare il Patto di stabilità e questo Maurizio Poggi lo sa benissimo», dice l'assessore. In ogni caso, Gregorini specifica che per l'anno 2015 gli incentivi non verranno distribuiti a pioggia ma «sulla base di progetti specifici che terranno conto del merito». (l.l)di Linda Lucini wPAVIA Hanno trattato fino a sera, dipendente per dipendente e alla fine sono stati 27 i lavoratorii che hanno deciso di lasciare il posto di lavoro alla Merck ottenendo gli incentivi. A questo punto il numero degli esuberi si riduce enormemente avvicinandosi sempre più al tetto di 116, 111 dipendenti più 5 dirigenti, previsti nell'organico che dovrebbe passare sotto la futura proprietà. Siamo all'atto finale: dei 145 addetti che risultavano in servizio la scorsa settimana, ora si è arrivati a 118, ma la direzione aziendale continua a trattare e solo nella giornata di oggi si saprà se il numero di lavoratori che al momento risulta ancora in esubero sarà pari a due o se sarà completamente azzerato grazie alle dimissioni volontarie incentivate dall'azienda. Nella pre-intesa tra Merck e Istituto Biochimico Savio la cifra di 116 dipendenti pare sia tassativa e vincolante per il passaggio di proprietà dello stabilimento di via Emilia e per questo Merck ha cercato di trovare con le dimissioni incentivate la soluzione meno impattante per arrivare alla riduzione dell'organico. I vertici Merck confidavano che gli incentivi, definiti nel corso della lunga trattativa con sindacati e rsu, aiutassero il processo di riduzione dell'organico senza dover arrivare ad aprire la procedura di mobilità e il conseguente licenziamento del personale in esubero. Per questo Merck ha messo sul piatto importi, che stando ai calcoli fatti dal sindacato, vanno da 100mila euro lordi per operai con un minimo di anzianità fino a un massimo di 240mila euro da tassare al 23 per cento. Ora bisognerà capire cosa succederà nella volata finale di oggi e se due dipendenti da lasciare a casa si troveranno con le dimissioni volontarie o se, in mancanza di candidati all'uscita, sarà la multinazionale a decidere i due nomi da mandare in mobilità. Intanto le procedure della compravendita stanno marciando a grandi passi e da mercoledì scorso è stato avviato l'iter di legge per la cessione del ramo d'azienda. Con il via alla procedura Merck e gruppo Savio discuteranno gli ultimi dettagli dell'operazione per il passaggio delle spettanze e competenze di ciascun lavoratore, poi dal 1° luglio sullo stabilimento di via Emilia sparirà il marchio Merck e la proprietà passerà al gruppo presieduto da Emilio Stefanelli chiudendo così una vertenza che dura dal luglio 2013. I sindacati attendono che sia definito l'accordo con la nuova proprietà per poter avviare immediatamente un confronto urgente per capire lo sviluppo delle attività dello stabilimento pavese che ora andrà avanti grazie al mantenimento della produzione e la fornitura, per tre anni, di cinque prodotti Merck e alla possibilità di rinnovare la produzione conto terzi per altri due anni. I sindacati hanno seguito da vicino le trattative degli ultimi 27 dipendenti che hanno lasciato che vanno ad aggiungersi alla lunga lista di dipendenti che hanno dato l'addio alla fabbrica di via Emilia accettando gli incentivi: dal luglio di due anni fa, quando Merck annunciò la chiusura dello stabilimento, se ne sono andati in 152, in pratica metà dei dipendenti dell'ultima fabbrica rimasta in funzione a Pavia.