Discarica d’amianto, scatta nuovo rinvio
SAN MARTINO Tutto rinviato ai primi di luglio. La conferenza dei servizi sulla discarica di cemento amianto che si è tenuta ieri in Regione si è conclusa con un nulla di fatto, obbligando i funzionari a fissare un nuovo incontro tra 45 giorni. Un rinvio dovuto ad un vizio di forma, perché la nuova documentazione sul progetto presentato da Risorse Future srl non era stata inviata ai Comuni di San Martino e Travacò. Una lacuna procedurale che per i tecnici si sarebbe potuta bypassare, ma su cui i sindaci hanno fatto quadrato, preferendo allungare i tempi che dovrebbero portare all'autorizzazione dell'intervento. «Avevano proposto di far esprimere i soli enti che avevano valutato i documenti, proponendoci di inviare il nostro parere via mail, con posta certifica – spiega Federica Migliavacca, vicesindaco di san Martino – ma non abbiamo accettato, perché la battaglia per fermare la discarica si combatte anche su questo». Allungare ulteriormente i tempi in effetti non gioca a favore della società che ha elaborato un progetto che ha un costo di circa 20milioni di euro e che prevede la realizzazione di una cava di 520mila metri cubi. «E' assurdo – incalza Migliavacca – che non ci sia stata inviata la documentazione, neppure pubblicata su Silvia, il sistema informativo regionale: è una questione di trasparenza». Ma aspetti burocratici a parte, i sindaci che ieri si erano presentati alla conferenza dei servizi non hanno modificato il loro parere contrario sull'intervento. «Continuiamo a sperare che non si realizzi questo scempio – dice Massimo Nascimbene, primo cittadino di Zinasco – sarebbe un duro colpo per il nostro territorio, in termini di inquinamento e di traffico. La nostra posizione è chiara: la discarica di amianto va fermata». Parere condiviso dal sindaco di Cava, Michele Pini, che dice: «Non intendiamo diventare l'immondezzaio della pianura Padana. Non va dimenticato che a distanza di pochi chilometri c'è la discarica di Sannazzaro e presto verrà costruita quella di Ferrera. Siamo pronti anche ad incatenarci per fermare l'intervento». «Abbiamo portato a casa un risultato anche oggi – sostiene Stefano Ubezio, alla guida di Carbonara – teniamo duro, sperando di bloccare l'intervento». Alla conferenza erano presenti anche Travacò, Villanova e Sommo, l'assessore provinciale Michele Bozzano, il vicepresidente del Parco del Ticino Luigi Duse e Carlo Franchini dei canali irrigui. Stefania Prato