«Vigevano con Garlasco? No grazie»
GARLASCO La notizia della possibile rinuncia alla serie B1 femminile appena conquistata da parte della Florens Vigevano ha suscitato stupore e reazioni in diversi ambiti del mondo pallavolistico provinciale. Le dichiarazioni rese dal general manager vigevanese Claudio Sala, del resto, non ha nascosto una realtà non facile che, al momento, sembra precludere al club vigevanese la disputa del terzo campionato nazionale. Lo stesso Sala, in tema di sinergie, si era poi detto sempre disponibile a valutarne, in particolar modo con il Volley 2001 Garlasco, club che gioca a dieci chilometri di distanza e che nelle ultime tre stagioni ha disputato lo stesso torneo (la serie B2 femminile) affrontato dalla Florens. Opportuno, quindi, sentire anche il parere in argomento della patron di Garlasco, Silvia Strigazzi. «Mi auguro che si tratti di una affermazione di questo momento e che poi, come spesso è già accaduto, le cose si sistemino – dice Silvia Strigazzi –. Ma che la crisi si faccia sentire è indubbio per tutti i club. Noi ci stiamo confrontando al nostro interno per pensare alla prossima stagione nella quale avremo di punta sia una squadra in serie B2 femminile che una neopromossa in B2 maschile, un impegno non da poco ed un movimento complessivo impegnativo che non può più servirsi del solo palasport di Garlasco. Per questo stiamo cercando altre palestre in centri vicini». E per quanto riguarda le sinergie in generale e quella per ora potenziale con la Florens? «In linea di massima, credo poco alle sinergie. Per realizzarle ci vogliono persone molto competenti ed io, ad esempio, non mi sento sufficientemente competente per affrontare queste situazioni. Sono felice che nel nostro ambito ci siano ad aiutarmi persone preparate come Stefano Mattioli e Maurizio Latelli ed altri ancora. E poi, in generale, le sinergie faticano a durare, è difficile che si realizzi un'unione di intenti duratura, sono pochissimi i casi fortunati in cui questo è successo. Così, per ora, preferiamo andare avanti da soli, arrivando dove le nostre forze ci porteranno». Ognuno per conto suo, insomma, come era prevedibile, con tante ragioni pro e contro tutte assolutamente plausibili. (f.ba.)