Luca Filippi è uscito dal carcere
Lite con coltello in viale Trieste. A. C. e H. S., entrambi di 28 anni, conviventi, hanno prima avuto un diverbio, in cui la donna ha ferito il fidanzato all'addome, e poi si sono scagliati contro gli agenti della volante, intervenuti per riportare la calma. Sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale. Non sono stati invece presi provvedimenti per le lesioni: il giovane è rimasto ferito in maniera lieve. Entrambi sono noti alle forze dell'ordine. L'episodio, che ha svegliato alcuni residenti, si è verificato verso le due di notte.di Maria Fiore wPAVIA Dopo tre mesi di carcere Luca Filippi, l'ex manager di Asm Lavori accusato di peculato e corruzione, ieri pomeriggio ha potuto fare ritorno a casa. Il gip Anna Maria Oddone gli ha concesso gli arresti domiciliari come chiesto dall'avvocato difensore Alessandra Stefano. La decisione, che tiene conto del parere favorevole del pubblico ministero Paolo Mazza, si basa sul presupposto che, dopo tre mesi (Filippi fu arrestato il 16 febbraio), è ormai venuto meno il rischio di inquinamento delle prove. Le indagini su Filippi jr, infatti, a quanto pare sono terminate visto che il magistrato non ha chiesto la proroga. Sugli accertamenti svolti in questi tre mesi c'è il riserbo più assoluto. Quello che si sa è che sono stati sentiti diversi dipendenti e funzionari di Asm Lavori, in particolare per il filone delle consulenze, che sarebbero state "gonfiate". Per il gip che ha concesso i domiciliari resterebbe invece intatto, «seppure affievolito», il pericolo di reiterazione del reato: Luca Filippi, in altre parole, potrebbe commettere reati della stessa natura anche se ormai il manager, dipendente del Santa Margherita, non ricopre più un ruolo all'interno dell'azienda cittadina né incarichi in altri enti pubblici. Ovviamente restano in piedi tutte le accuse a suo carico, da cui dovrà difendersi. La principale riguarda l'utilizzo della carta di credito di Asm Lavori per spese personali: cene in ristoranti di lusso, soggiorni in alberghi romani e della riviera ligure e vacanze. Dall'accusa di peculato si passa, poi, a quella di corruzione: Filippi avrebbe indotto l'imprenditore Scariato (anche lui indagato) a versare il 10 per cento dell'importo di alcuni lavori, per 66.290 euro, eseguiti tra gennaio 2011 e marzo 2012. Sarebbero stati chiesti anche 15mila euro (su un totale di 150mila euro) per l'appalto dell'illuminazione del ponte della Libertà, di cui si sarebbe occupato anche Antonio Bobbio Pallavicini (anche lui indagato). Infine, il filone di inchiesta sulle consulenze, che ha impegnato il magistrato a sentire nelle ultime settimane diversi dipendenti di Asm Lavori. A Filippi jr viene contestata l'induzione indebita a dare o promettere utilità: avrebbe indotto diversi collaboratori, assunti con contratti di consulenza, a corrispondergli parte della retribuzione, ricambiando a sua volta con retribuzioni "gonfiate" rispetto agli importi fissati dai contratti. A questo punto si attende il prossimo passo della procura, che potrebbe presto chiedere il rinvio a giudizio per l'ex presidente di Asm Lavori.