Nomine Asm, cresce la tensione

di Roberto Lodigiani wVOGHERA Cresce la tensione sul caso delle nomine Asm. Dopo il contrattacco di Barbieri, ora è il sindaco a finire nuovamente nel mirino dei rivali Torriani e Ghezzi, oltre che della Lega, mentre la polemica dilaga anche nei social, con lo scambio di accuse sulla pagina facebook del primo cittadino tra il segretario leghista Musti e il capogruppo di Forza Italia, Zuffi. Torriani, che guida la parte di centrodestra ostile al sindaco uscente, replica attraverso il suo staff elettorale: «Barbieri non ha capito che il problema non riguarda chi è stato nominato (nelle società partecipate dell'azienda), ma la tempistica. Tutti i candidati hanno contestato l'inopportunità di designazioni alla vigilia del voto, in quanto sarebbe stato più opportuno lasciare le stesse alla nuova amministrazione, qualunque essa sia. Patetico poi il tentativo di Barbieri di far credere di essere estraneo alle nomine (forse perchè pensa che le fa Alpeggiani), stante che le stesse sono opera del presidente Asm, Bariani, che Forza Italia aveva indicato come candidato sindaco in sostituzione proprio di Barbieri». Quindi l'affondo sul «rinnovamento stranamente applicato. Mentre è stato interamente rimpiazzato il cda di Voghera Vendita presieduto da Grazioli notoriamente vicino a Torriani, malgrado l'utile milionario del bilancio, l'identica voglia di rinnovare non si è ripetuta nel cda di Voghera Energia, con la conferma di Verta candidato della lista Udc e di Crudo candidato nell'Ncd. Il che dimostra l'ormai chiara subalternità delle "macerie" di Fi rispetto a quelle due formazioni». Pier Ezio Ghezzi, candidato sindaco di Pd e civica, chiarisce di non essere «mai stato nominato in Linea Group. Sono stato assunto, semmai, attraverso una selezione per curricula fatta da un "cacciatore di teste" internazionale. Ero comunque un manager, non un consigliere di amministrazione. Va rimarcata, in ogni caso, la scelta suo tempo di Pierani come dg di Asm, fatta da Barbieri al di fuori delle competenze necessarie, tanto che l'assunzione è stata dichiarata illegittima e la collettività paga da 5 anni un prezzo complessivo di oltre mezzo milione di euro per un manager che svolge altre mansioni rispetto a quelle per le quali è stato assunto». Infine la stoccata di Filippo Musti: «Ricordo a Barbieri che è stato per 4 anni vicepresidente di Pavia Acque malgrado l'incompatibilità. Mi rattrista poi constatare che un sindaco si abbassi ad attacchi personali di infimo livello».