Lavori socialmente utili affidati ai carcerati
PAVIA Quella del carcere è una realtà spesso trascurata, attorno a cui aleggiano molti pregiudizi che rendono difficile, per gli ex detenuti, un reinserimento sereno all'interno del tessuto sociale. Come risolvere questo problema? Il Comune di Pavia e l'istituto penitenziario di Torre del Gallo stanno affrontando insieme la questione, ideando percorsi di riabilitazione al lavoro, oltre che culturali, all'interno del carcere. Ieri mattina le due istituzioni hanno anche firmato un protocollo di intesa che sancisce la comunanza di intenti. «Nella pratica, principalmente, impegniamo i detenuti in attività socialmente utili – ha spiegato l'assessore alle politiche sociali Alice Moggi – portandoli a lavorare nelle scuole o all'interno di associazioni territoriali di volontariato. Pensiamo però anche alla loro permanenza all'interno del carcere: abbiamo per esempio già attivato un corso di teatro a Torre del Gallo». Senza dimenticare la quotidianità delle famiglie che devono rapportarsi all'istituto penitenziario: il Comune sta infatti lavorando per trovare un luogo neutro, di sua gestione, che possa diventare sede di incontro tra detenuti e familiari. «L'obiettivo principale è proprio quello di abbattere i pregiudizi – ha detto Iolanda Vitali, direttrice di Torre del Gallo – ed evitare questi causino difficoltà a chi esce dal carcere. Noi proponiamo percorsi di riabilitazione e reinserimento che sono rivolti principalmente ai detenuti ma che portiamo anche ai giovani nelle scuole, per educarli alla legalità». Attorno al carcere comunale è nata una rete di associazioni, riunite sotto il nome di «Torre Gallo in rete», che lavora a stretto contatto con i detenuti e fa in modo di renderli nuovamente attivi sul territorio, come ha spiegato Gianni Michino, che fa parte dell'Ufficio esecuzione penale esterna di Pavia (Uepe). «Da due anni – ha detto Michino – Uepe lavora in sinergia con il centro servizi volontariato e porta detenuti all'interno di associazioni che si occupano di anziani o disabili. I risultati sono sempre incoraggianti». E, come ha sottolineato il sindaco Massimo Depaoli, grazie ai percorsi riabilitativi si migliora anche la sicurezza cittadina. «La pena non deve essere repressiva: se non si dà modo ai detenuti di reinserirsi nella vita cittadina si rischia di farli tornare al punto di partenza. È solo con la riabilitazione tramite il lavoro che si abbatte il rischio di recidiva». Emmanuela Pioli