due arresti dei carabinieri

di Adriano Agatti wTORREVECCHIA PIA Assassini a vent'anni per entrare nel «giro» dello spaccio di cocaina: un'ambizione criminale finita nel sangue. I carabinieri hanno arrestato i presunti responsabili dell'omicidio di un giovane spacciatore e del ferimento dell'amico nel corso di una sparatoria avvenuta nelle campagne di Zibido al Lambro, una frazione di Torrevecchia. Il corpo di Abderrahim Catib era stato abbandonato a qualche chilometro di distanza dietro ad un supermercato di Landriano. Sono finiti in carcere Christian Dalcerri, 22 anni, residente a San Colombano al Lambro (secondo l'accusa sarebbe quello che ha esploso i due colpi di fucile) e Simone Ganna, 22 anni, abitante a Chignolo Po. I giovani sono accusati di omicidio volontario e di tentato omicidio. Il fucile da caccia non è stato trovato ma i carabinieri ne hanno sequestrati sei al padre di Christian Dalcerri: le armi sono state già inviate nei laboratori del Ris di Parma dove dovranno essere eseguite le perizie tecniche. Tra questi fucili ci potrebbe essere anche quello usato per uccidere Said Omari e per ferire Abderrahim Catib. La sparatoria era avvenuta nel pomeriggio del 4 maggio scorso. Dalla ricostruzione, effettuata dai carabinieri del colonnello Fabio Cairo, i due aspiranti spacciatori sono arrivati nella strada molto stretta, che collega Zibido al Lambro a Vidigulfo, a bordo di una Athos rossa. L'automobile è di proprietà del nonno di Simone Ganna. Gli spacciatori erano nascosti nella boscaglia quando i giovani sono scesi dell'automobile con il fucile da caccia con il colpo in canna. I marocchini (entrambi erano arrivati in Italia pochi mesi fa) hanno cercato di scappare di corsa ma Christian Dalcerri avrebbe aperto il fuoco con decisione. Due colpi che hanno centrato gli spacciatori. Forse i due ragazzi hanno anche arraffato delle dosi di cocaina dalle tasche dei due anche se un sacchettino con 50 grammi è stato trovato in ospedale nelle tasche dei pantaloni di Said Omari. Il complice invece ha avuto la forza di scappare a piedi e potrebbe essere stato caricato in auto da un altro complice che, considerate le gravi condizioni, lo avrebbe poi scaricato a Landriano. Un uomo che, per il momento, non è stato identificato. I carabinieri del colonnello Fabio Cairo, coordinati dal sostituto procuratore della repubblica di Pavia Paolo Mazza e dallo stesso procuratore Gustavo Cioppa, hanno iniziato le indagini. E' stato subito interrogato un cliente degli spacciatori che era sul posto e aveva visto la fuga dell'auto rossa. Non aveva assistito direttamente all'omicidio (pur avendo sentito i colpi di fucile) perchè, nell'attimo della sparatoria, si era appartato ad espletare un bisogno fisiologico. Dal suo racconto e da altre testimonianze è iniziata un'inchiesta che è stata conclusa a tempo di record. I carabinieri sono subito riusciti a risalire al nome di Simone Ganna per l'auto rossa che era intestata al nonno. I due ragazzi sembra che siano rientrati nelle rispettive abitazioni qualche ora dopo la sparatoria. Ma hanno lasciato alle loro spalle tracce evidenti. Sembra che l'automobile rossa sia stata anche ripresa da qualche telecamera. In ogni caso gli investigatori dei carabinieri del comando provinciale di Pavia, nel giro di 48 ore, sono riusciti a scoprire i nomi dei presunti assassini dello spacciatore nordafricano e del ferimento del complice. Il sostituto procuratore Paolo Mazza ha chiesto l'emissione degli ordini di custodia cautelare che sono stati firmati dal Gip. I provvedimenti sono stati eseguiti l'altra mattina dai militari che hanno anche perquisito le abitazioni di San Colombano e di Chignolo. La Hyundai è stata esaminata dai carabinieri del reparto scientifico.