L’Ue: i migranti andranno in tutti gli Stati

di Maria Berlinguer wROMA L'Europa deve cambiare rotta, «basta egoismo e basta austerità» per dare prospettive di lavoro ai giovani e affrontare il dramma dell'immigrazione. È l'appello di Sergio Mattarella a Bruxelles in occasione del 65esimo anniversario del trattato di Schuman che ha posto le basi della nascita dell'Unione. Parole che arrivano a 24 ore dalla bozza della commissione Ue sull'immigrazione nella quale si prevede una redistribuzione dei migranti in tutti i 28 Paesi Ue attraverso un sistema di quote. Una proposta quella di Junker che verrà discussa mercoledì e che sta già provocando l'opposizione di alcuni Stati del Nordest: Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, forse Polonia e certamente Gran Bretagna. Nel suo discorso alla Festa dell'Europa il capo dello Stato ribadisce l'importanza e la centralità degli «ideali» europei. «Noi che siamo europeisti non ci stanchiamo di sostenere una maggiore integrazione politica dell'Europa, serve a questo scopo un cambiamento di rotta per ridurre gli squilibri interni e rivitalizzare le energie penalizzate da eccessi di austerità». È arrivato il momento di mettere da parte i «tecnicismi», spiega Mattarella perché «talvolta l'Unione si presenta ai cittadini con una filosofia che sembra trascurare il lavoro che manca, le diseguaglianze crescenti e la solidarietà necessaria». Il capo dello Stato invoca l'attuazione e il rafforzamento del piano Junker sugli investimenti per dare nuovo e sostenibile sviluppo al vecchio Continente. «È una vergogna che l'Europa si svegli solo di fronte ai morti», ammonisce anche Federica Mogherini, ricordando però che «finalmente è stata data una risposta comune triplicando i fondi per l'operazione Triton nell'ultimo Consiglio europeo, convocato su richiesta italiana dopo lo choc provocato dall'affondamento di oltre 900 immigrati lo scorso 18 aprile. E proprio l'ultima tragedia potrebbe aver modificato l'approccio di Bruxelles sull'immigrazione. Lo dimostra la bozza che sta circolando in queste ore messa a punto dalla Commissione. La vera svolta per capire se davvero l'Unione è pronta a rispondere con i fatti all'emergenza sbarchi che per ora l'Italia sta affrontando da sola con i paesi del Sud potrebbe arrivare mercoledì con l'approvazione della nuova agenda elaborata dal commissario europeo per le emigrazioni, Dimitris Avramopoulos che prevede l'introduzione del maccanismo delle quote per la redistribuzione dei migranti in tutti e 28 i Paesi della Ue. La fronda del no, cominciata con le dichiarazioni del primo ministro inglese, David Cameron, però si sta già preparando a dare battaglia. I commissari dei paesi più rigidi potrebbero ricevere l'ordine di affossare il testo prima che veda la luce. Dovranno però fare i conti con la volontà ferrea del presidente Jean Claude Juncker pronto a tutto pur di cambiare passo. L'agenda Avramopoulos prevede anche una missione europea nelle acque libiche per affondare i barconi. Per la missione è necessario però il via libera dell'Onu che sarà discusso a partire da domani al Consiglio di sicurezza. Importante in questo senso quanto dichiarato dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ieri a Mosca per la parata sulla piazza Rossa che celebrava la vittoria nella seconda guerra mondiale. «La Russia è disponibile a collaborare in merito alla bozza di risoluzione presentata dall'Italia in sede Onu contro il traffico di migranti nel Mediterraneo», dice dopo un colloquio con il collega russo, Lavrov. Ma la battaglia vera è sulla bozza Avramopoulos che di fatto supererebbe il trattato di Dublino per il quale il migrante, anche se gli viene riconosciuto il diritto di asilo, deve restare nel Paese dove è approdato. Importante in questo senso potrebbe essere la posizione della Germania, a quanto pare favorevole al testo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA