«Renzi non arriverà al 2018»

Romana Bianchi è stata eletta presidente dell'assemblea provinciale del Partito democratico. La Bianchi (nella foto) va a ricoprire un incarico vacante da mesi dopo la nomina di Antonio Sacchi a presidente del consiglio comunale. Vista l'incompatibilità dell'incarico con il ruolo ricoperto al Mezzabarba, Sacchi ha lasciato la presidenza dell'assemblea provinciale del partito. A proporre la candidatura dell'ex deputata del Pci è stato il segretario provinciale Alberto Lasagna e l'assemblea provinciale l'ha nominata all'unanimità tributandole un fragoroso applauso. Romana Bianchi, storica militante del partito che vive a Stradella, guiderà quindi l'assemblea provinciale del Partito Democratico che è formata da 120 membri in rappresentanza dei circoli Pd di Lomellina, Pavese ed Oltrepo.di Linda Lucini wPAVIA «Se il Pd smette di essere il partito di una grande forza della sinistra perderà l'ampio consenso che ha nel Paese. Senza la sinistra non sarà più non solo la casa di Civati, ma anche quella di molti altri. Renzi deve comprendere che la discussione interna non è un virus da combattere ma una risorsa». Gianni Cuperlo lo dice prima di entrare in S. Maria Gualtieri per un dibattito su diritti e lavoro organizzato da SinistraDem e moderato da Giacomo Galazzo. L'esponente della minoranza Pd parla della proposta di legge sul reddito minimo di cui è firmatario («La crisi ha triplicato le famiglie in povertà, noi abbiamo una proposta con coperture precise) ma gli occhi sono tutti puntati sul dissenso nel Pd. Cosa succede dopo lo scacco dell'Italicum approvato con la fiducia e 61 no, tra i quali il suo? «Lo scacco l'ha subìto il Paese perchè quell'approvazione determina un precedente, una maggioranza di segno diverso potrebbe intervenire allo stesso modo non felice. C'è stata la scelta incomprensibile della fiducia che ha sottratto al Parlamento la discussione. Si è scelta la spallata che non ha aiutato a raccogliere un consenso largo necessario per una legge elettorale». Quale Pd si presenterà al voto con l'Italicum? Un Pd che ha perso Sergio Cofferati e ora Pippo Civati. «E' un problema molto serio quando una persona con la storia di Cofferati e un giovane leader come Civati dicano che il Pd non è più casa loro. Non si può rispondere che sono due in meno, quel che succede riguarda la natura del partito. E bisogna domandarsi se si ritiene la discussione punto fondante o se ogni proposta viene letta come un tentativo di delegittimare il governo». I guai del partito non stanno solo nei 61 contrari... «Certo, quando esplode Roma capitale e Fabrizio Barca dice che lì c'è un partito cattivo e pericoloso, quando in Campania sosteniamo un candidato che fa visite a Predappio, quando alle primarie vince un esponente di Forza Italia, io mi schiero per difendere il patrimonio del Pd». Civati dice che sbaglia strada. «L'ultima cosa che voglio fare è polemica con Pippo. Si doveva far di più per trattenerlo». Renzi arriva a fine legislatura? «Al 2018, no. Quando si approva una nuova legge elettorale, poi la si mette alla prova, ma anche perchè la forzatura che si è determinata con il voto dell'Italicum non renderà le cose facili al governo».