Radion, il fantasma che per 2 anni si è nascosto a casa di complici
di Adriano Agatti wPAVIA Un'ombra, un fantasma che si è aggirato nelle strade di Milano per più di due anni. E' questa la definizione che gli investigatori della squadra mobile danno di Radion Suvac, il moldavo di 27 anni arrestato a Piacenza con l'accusa di aver investito e trascinato per Strada Nuova Elena Madama. Un giovane che era entrato in Italia nel 2013 con un passaporto moldavo ma la sua posizione non è mai stata regolarizzata in qualche questura italiana. Lui si muoveva a Milano e nei centri dell'hinterland sempre in compagnia di connazionali che, gli investigatori, sospettano appartengano a una gang internazionale dedita ai furti i navigatori satellitari sulle automobili di grossa cilindrata. Un uomo che cambiava abitazione quasi ogni mese e che viveva sempre in compagnia di connazionali dei quali si fidava ciecamente. Una copertura per mettere a segno furti in cui con il passare del tempo si era specializzato. In effetti sembra che Radion Suvac fosse molto considerato nell'organizzazione per la sua abilità nello smontare i navigatori satellitari in pochi minuti. Il suo «lavoro» sembra fosse molto apprezzato anche dai capi che, da alcuni riscontri investigativi, si troverebbero in Moldavia. Lì sarebbe la centrale operativa dello smercio dei satellitari rubati in mezza Europa e in Italia in particolare. Radion Suvac ha mostrato anche una rapidità di movimento impressionante che, in questi due anni, lo ha portato diverse volte anche fuori dai confini italiani. Un giovane che avrebbe fatto di tutto per di difendere i bottini di navigatori satellitari. Una decisione che purtroppo ha mostrato anche la sera del 12 novembre quando pur di fuggire con il bottino (sulla Opel c'erano dodici satellitari rubati sia a Pavia che nel milanese) non ha esitato a trascinare Elena Madama per oltre 500 metri in Strada Nuova. Una vicenda che gli è stata fatale perchè da quel momento si è trovato alle costole la polizia di mezza Italia. Una caccia senza quartiere che si è conclusa martedì pomeriggio nel parco della Galleana a Piacenza. Perchè Piacenza? Semplicemente perchè nell'ultima settimana Radion Suvac aveva cambiato di nuovo zona (forse si sentiva braccato più del solito) e aveva chiesto e ottenuto ospitalità da un connazionale che abita proprio a Piacenza vicino al parco che si trova nei pressi dello stadio. Un connazionale che sembra fosse all'oscuro di tutto. Radion Suvac non sapeva che gli agenti della squadra mobile tenevano sotto controllo l'amico che è stato seguito da Milano sino in Emilia. Un amico che ha portato la polizia al nascondiglio del ricercato. Intanto proseguono le ricerche del 18enne che, secondo la ricostruzione della polizia, era in auto con Radion Suvac al momento del drammatico investimento di Elena Madama. Un ragazzo, sembra di origine russa ma manca la certezza assoluta, che era stato identificato quasi subito grazie ad un'impronta digitale trovata all'interno della Opel Insignia che era stata rubata a Macherio, in provincia di Monza Brianza. Di lui praticamente non ci sono tracce. Gli investigatori del commissario capo Francesco Garcea e del sostituto commissario Claudio Spampinato sospettano che sia ritornato nell'est Europa nei giorni successivi l'investimento. Ma, per il momento, non ci sono tracce precise che potrebbero portare al suo arresto. Intanto l'inchiesta prosegue e riguarda soprattutto la gang specializzata nei furti di satellitari. Una banda che ha esteso il giro d'affari a mezza Europa. Furti simili sono stati infatti segnalati anche in Francia e in Germania ma la sede dello smercio sembra fosse proprio Milano. I navigatori satellitari vengono trasferiti in Moldavia anche nascosti all'interno delle valigie delle badanti che, ogni tre o quattro mesi, rientrano in patria a trovare i parenti. Ma passano le frontiere anche nascosti su automobili e camion. Gli investigatori indagano anche sull'utilizzo dei navigatori rubati.