Le case per le fasce deboli Broni battezza il progetto

BRONI Garantire un tetto e l'assistenza alle cosiddette fasce deboli, anziani e giovani mamme: è questa la finalità principale dell'housing sociale, inaugurata ufficialmente ieri pomeriggio in piazza Romana Meriggi, nel quartiere «La Fracia». Housing sociale: il termine indica una zona residenziale con spazi di aggregazione che a Broni saranno gestiti dall'Auser «Paolo Baffi». L'associazione, attraverso una convenzione con l'amministrazione comunale, dispone all'interno della struttura abitativa di una sala aggregazione e di una sala conferenze. I volontari si occuperanno di sorvegliare e mantenere pulita l'area, che comprende un ampio parcheggio e zone verdi, oltre a garantire servizi di assistenza, momenti di intrattenimento. L'intera opera, costata 1milione e 300mila euro, di cui 703mila da Regione Lombardia, conta 14 alloggi già abitabili, di cui 8 a canone sociale, assegnati dal Comune, e 6 a canone moderato, che dovevano essere assegnati con un bando regionale, andato però deserto. «Abbiamo chiesto alla Regione – spiega il sindaco Luigi Paroni – che anche questi alloggi diventino a canone sociale». Entro l'estate, l'offerta abitativa sarà arricchita da altri otto alloggi, 4 per piano, in una palazzina di via Cairoli che è in fase di ristrutturazione. La cerimonia inaugurale è stata l'occasione per ricordare due figure, in primis l'ex insegnante di scuola elementare Romana Meriggi, che nel suo testamento espresse la volontà di lasciare la proprietà dove ora sorge l'housing sociale, chiedendo la realizzazione di un parcheggio: sono circa cento i posti auto. L'altra figura di rilievo è l'ex sindaco di Broni, Alessandro Verdi, rimasto in carica dal 1964 al 1985, cui è stata intitolata la sala conferenze. «E' un omaggio doveroso a colui che, tra i primi, diede un impulso urbanistico alla città – spiega Paroni –, portando a Broni architetti di grande fama, come Aldo Rossi. Questa sala, che si trova dove una volta c'era il mulino dei Meriggi, è stata realizzata seguendo il progetto originale: pavimento in cotto e tetto in legno». Alla cerimonia erano presenti diverse autorità, tra cui l'assessore regionale alle attività produttive Mario Melazzini, che ha sottolineato «l'importanza dell'housing sociale, in questi momenti di difficoltà economica», e l'assessore provinciale Maurizio Visponetti: «Da stradellino – ha detto – devo fare i complimenti a Broni per quest'opera». E dopo il taglio del nastro, la benedizione del parroco don Mario Bonati e l'Inno di Mameli. Nel frattempo, le ruspe hanno continuato a lavorare nel vicino cantiere per la costruzione di un discount. Franco Scabrosetti